“Stiamo preparando 10 Covid center, non ci sono alternative, ci stiamo arrivando con i numeri”. A parlare è Luca Zaia, governatore del Veneto. Anche nella regione i numeri sono in continua crescita e impongono scelte immediate: “Magari potessimo mandare pazienti ovunque – ha aggiunto – ma sono soggetti altamente infettanti, per cui vanno isolati dagli altri. Stiamo attrezzando le strutture dei Covid center per far sì che siano punti di riferimento provinciale; avremo un hub per l’attività ordinaria provinciale e poi ci sarà un hub provinciale per il Covid. Non abbiamo alternative”, ha detto.
“Andiamo in terza fase, con i Covid Center, domani o dopodomani, con 900 ricoverati – purtroppo secondo la curva, stasera li supereremo – ha affermato Zaia -. Il trend dice che il contagio riprende la curva che avevamo a marzo, nei ricoveri in area non critica. Le terapie intensive crescono, ancora non sono con una curva impressionante, ma non hanno la tendenza di marzo. Non sto dicendo che stia andando bene, siamo preoccupati, ora dobbiamo capire quando la curva tornerà a scendere”. (Continua dopo la foto)

In Veneto è stata superata per la prima volta quota 3mila casi in un giorno. Il numero totale di infetti dall’inizio dell’epidemia sale a 54.256. Si contano anche 17 vittime, per un dato complessivo di 2.388 morti. Sono le terapie intensive a preoccupare maggiormente: sono 122 malati, 20 più di ieri, mentre il dato dei ricoveri nei reparti non critici, 877 (+18) è meno marcato. (Continua dopo la foto)
Zaia ha parlato della necessità di usare le mascherine: “Il sacrificio della mascherina non è un sacrificio insormontabile – ha spiegato il governatore – faccio appello al senso civico dei cittadini. Adesso dobbiamo uscirne da questa situazione che ci penalizza dal punto di vista ospedaliero ma anche sociale ed economico. Le attività in crisi in Veneto appartengono a cittadini appassionati al loro lavoro, che fanno economia, ma non sono le attività di miliardari. Il mio pensiero va a loro”. (Continua dopo la foto)

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Zaia si è anche espresso sull’eventualità di un lockdown nazionale: “Mi sembra di capire che qualche novità ci sarà, nel weekend c’è sempre qualche sorpresa. Sento qualche ragionamento, ma più `on the road´ – ha precisato – che qualcuno possa pensare a dei lockdown light, più che altro dei coprifuoco come vengono adottati in Belgio e Francia. Probabile che scelgano questa opzione”.


