In attesa del nuovo DPCM, sul quale il ministro della Salute Roberto Speranza riferirà oggi in Parlamento – e che verrà emanato con molta probabilità nella giornata di domani -, si guarda con attenzione al futuro con uno sguardo costante alla curva dei contagi e possibili nuovi sviluppi nei prossimi mesi. Le poche informazioni che girano intorno al DPCM parlano di un documento temporaneo Conte che coprirà i prossimi 30 giorni.
Um decreto in cui si confermano tutte le misure vigenti e la stretta sull’utilizzo delle mascherine, che sarà necessario indossare anche all’aperto. Al momento non sono previste, ha inoltre spiegato il ministro, ulteriori eventuali misure che possono portare a stretta su attività. Queste scelte saranno comunque sempre prima condivise, ha garantito il responsabile della Salute. Da fonti presenti all’incontro, nel corso del tavolo il responsabile degli Affari regionali avrebbe richiamato “la necessità dell’unità massima, così come fatto nella fase più critica” della lotta al Covid. Boccia ha invitato alla “leale collaborazione e l’unità tra Stato, regioni enti locali”. Continua dopo la foto

Niente provvedimenti restrittivi per bar e ristoranti con il caso Campania destinato a rimanere isolato. Nell’ordinanza del governatore De Luca i legge che “è fatto obbligo ai bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari di chiusura dell’attività dalle ore 23 alle ore 6 del giorno successivo, nei giorni da domenica a giovedì” e “dalle ore 24 alle ore 6 del giorno successivo, nei giorni di venerdì e sabato”, con l’eccezione degli “esercizi presenti all’interno di strutture di vendita all’ingrosso che osservano orari notturni di esercizio”. Continua dopo la foto

Ai ristoranti, pizzerie ed altri esercizi della ristorazione (pub, vinerie, kebab e similari) “è fatto obbligo di prevedere l’ultimo ingresso dei clienti nonché degli avventori per asporto alle ore 23 per l’intera settimana”. Le consegne a domicilio sono consentite senza limiti di orario. Nuovi lockdown comunque non sono da escludere in nessuna zona d’Italia da qui a prossimi mesi, i più duri dell’epidemia. Continua dopo la foto

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Gli esperti hanno infatti identificato quattro livelli di allarme. Il primo: contagi vicini allo zero e isolati immediatamente. Il secondo: i focolai sono contenibili e le attività possono continuare senza problemi. Il terzo, quello che sta vivendo la Campania, la curva del contagio si alza e diventa più difficile individuare i vettori. Il quarto, la curva sale fuori controllo e la chiusura di negozi, scuole e università diventa necessaria.
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