Nuovo Dpcm sul tavolo e nuovo incontro, oggi alle 10.30, per il premier Conte e i capidelegazione su misure e regole da stabilire per il Natale in arrivo. Ma anche il possibile passaggio di Lombardia e Piemonte da zona rossa a zona arancione al vaglio del ministro Speranza. Questo quanto sarà discusso dall’esecutivo in giornata.
Per quanto riguarda il prossimo decreto, l’entrata in vigore sarà a inizio dicembre. Nelle ipotesi al vaglio di governo ed esperti del Cts, ci sarebbe anche quella di anticipare alle 21 il coprifuoco a Natale e Capodanno. Le preoccupazioni degli scienziati si focalizzano proprio sulla notte del 24 dicembre e su quella dell’ultimo giorno dell’anno, per i rischi di una maggiore diffusione del contagio legati alla tradizionale messa di mezzanotte alla vigilia di Natale e al veglione di fine anno. Continua dopo la foto

Intanto, sembra essere sempre più vicino il passaggio di Lombardia e Piemonte da zona rossa a zona arancione. Ieri sera il presidente della Lombardia Fontana, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro della Salute Speranza, con cui ha avuto “un confronto schietto e diretto” dopo aver espresso la sua contrarietà alla decisione di mantenere la Regione in ‘zona rossa’. Ma non sarà un libera tutti. Continua dopo la foto

L’obiettivo del governo è evitare di ripetere a Natale gli errori dell’estate, con il ‘liberi tutti’ di luglio e agosto che ha portato alla seconda ondata. Le limitazioni sono dunque “inevitabili”. “Mi piacerebbe poter dire – ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza che il 2 dicembre sarà in Parlamento per illustrare le misure e il piano sui vaccini – che i problemi sono tutti risolti e si può riaprire tutto, ma non direi la verità”. Continua dopo la foto


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Le scelte sono quindi quasi obbligate, anche se su uno dei temi più controversi, quello degli spostamenti tra le regioni, la discussione è ancora aperta. L’intenzione del governo è vietare lo spostamento anche tra quelle regioni che entreranno in fascia gialla di rischio. Il compromesso su cui si starebbe lavorando è quello di consentire gli spostamenti solo per raggiungere parenti stretti e congiunti. Poi c’è il capitolo scuola. La conferenza delle Regioni ha ufficialmente chiesto al governo di prolungare l’utilizzo della didattica a distanza per le scuole superiori di secondo grado almeno fino al 7 gennaio, come riportato anche dal presidente ligure Giovanni Toti rivolgendosi ai ministri Boccia e Speranza: “È inopportuno riaprire le scuole prima di quella data. […] Le Regioni hanno ritenuto di suggerire al governo di procrastinare al 7 gennaio ogni riapertura della didattica in presenza per chi è ancora oggi in didattica a distanza”. Sulla fattibilità il governo sta valutando. Quel che invece ci sarà nel Dpcm è una stretta sui controlli per chi va all’estero e poi rientra in Italia. Con isolamento obbligatorio per chi rientra. Si tratta di una misura che punta a scongiurare l’assalto degli italiani alle piste da sci in quei paesi che decideranno di lasciare gli impianti aperti.
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