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Coronavirus Italia, boom di morti: mai così tanti da mesi. “Situazione difficile”

Il nuovo Dpcm “si inserisce in un percorso condiviso da Regioni, ministero della Salute e Cts, che si ispira a modelli internazionali e si delinea in un processo in tre fasi”. Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), si esprime così in conferenza stampa facendo riferimento al provvedimento che ha introdotto la divisione delle regioni in tre aree (gialle, arancioni e rosse), ognuna delle quali associata ad un diverso rischio coronavirus.

Il primo” scenario “è con Rt sotto il valore 1, poi tra 1 e 1,25 dove” l’epidemia “è ancora gestibile, e poi tra 1,25 e 1,50 in cui l’epidemia corre veloce. Questi scenari determino la velocità con cui un’infezione si trasmette. La combinazione degli scenari di rischio fa da driver principale per la definizione delle misure che non dobbiamo inventarci, ma sono definite nei documenti”, ha precisato Brusaferro sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia e l’approfondimento sugli indicatori che hanno portato all’ordinanza del ministero di ieri. Continua dopo la foto


“Nell’ultima settimana lo scenario ha classificato l’Italia con alcune regioni con alto rischio e altre moderato – ha aggiunto Brusaferro – Su questa base ogni Regione ha condiviso questo tipo di valutazione e ha ricevuto dal ministero della Salute una comunicazione con la sua valutazione e le indicazioni”. Le notizia che arrivano oggi, 5 novembre, non sono buone affatto. Continua dopo la foto


“Oggi i casi nuovi di contagio da coronavirus sono 34.505, non un buon segnale, anche se i tamponi sono stati 220mila. I morti sono 445”. Un numero che non si registrava da mesi. Lo ha detto il Direttore Generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, intervenendo al punto stampa al ministero sulla situazione epidemiologica. Ieri i nuovi contagi erano stati 30.550 su quasi 212mila tamponi, 352 i morti. Continua dopo la foto


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Rispetto a marzo, oggi casi di coronavirus sono distribuiti su base nazionale. Tutto il Paese è colpito: se dico ‘rosso’ vuol dire circolazione del virus elevata, se dico ‘arancione’ è lo stesso elevata perché siamo a un Rt tra 1,25 e 1,5, ci sono poi incidenze elevate anche in zone gialle dove l’Rt è sopra 1. L’incidenza è elevata in tutte le regioni, la curva cresce e dobbiamo stare attenti perché la situazione di disagio è generalizzata”, ha detto Rezza. “Una regione rossa o arancione resterà per almeno due settimane in questa condizione”.

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