Nel lungo e ancora oscuro caso della morte di Liliana Resinovich, un nuovo capitolo si apre oggi con una testimonianza attesa da mesi. Al centro dell’attenzione giudiziaria c’è Claudio Sterpin, l’86enne che aveva intrecciato un rapporto affettivo con la donna scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021 e ritrovata cadavere ventidue giorni dopo, in un parco dell’ex ospedale psichiatrico. L’uomo, che da tempo parla pubblicamente del loro legame e delle intenzioni della 63enne di cambiare vita, è pronto a confermare davanti ai giudici quanto già sostenuto in numerose occasioni.
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Sterpin, indicato come ‘amico speciale’ di Liliana, ha più volte affermato che la donna avrebbe voluto iniziare una nuova vita insieme a lui, lasciandosi alle spalle un matrimonio che, secondo la sua versione, era ormai finito da tempo. Una versione respinta con fermezza da Sebastiano Visintin, marito della donna e unico indagato nella vicenda, che ha sempre negato non solo la relazione extraconiugale della moglie, ma anche di aver mai avuto un vero rapporto con Sterpin, se non una conoscenza giovanile. Proprio oggi, però, si svolgerà l’incidente probatorio disposto dalla giudice per le indagini preliminari Flavia Mangiante, su richiesta della pm Ilaria Iozzi: un passaggio chiave per cristallizzare le parole di Sterpin, considerata la sua età avanzata, e valutare il reale peso della sua testimonianza.

Liliana, oggi incidente probatorio
Le dichiarazioni del testimone si pongono in contrasto con quanto sostenuto fino a oggi da Visintin, anche alla luce di alcune fotografie emerse di recente e che ritrarrebbero Liliana insieme a Sterpin, immagini che sarebbero state scattate proprio dal marito. Un dettaglio che alimenta nuovi interrogativi sui rapporti tra i tre protagonisti di questa vicenda e che potrebbe diventare un elemento cruciale per comprendere meglio il contesto in cui si è consumata la tragedia. Inizialmente, gli inquirenti avevano preso in considerazione l’ipotesi del suicidio, ma l’ultima consulenza firmata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo ha scardinato quella pista, riaprendo la porta all’ipotesi dell’omicidio.

Sterpin ha ribadito pubblicamente di essere convinto che Visintin non sia il responsabile della morte di Liliana, ma ha anche dichiarato di sapere “benissimo chi è stato”, suggerendo l’idea di un delitto premeditato eseguito da più persone. Secondo il Messaggero Veneto è la tesi che presenterà anche oggi. Una tesi che, sebbene ancora tutta da verificare, riaccende i riflettori su una dinamica complessa e su una rete di rapporti non ancora del tutto chiarita. Il suo avvocato, Giuseppe Squitieri, ha sottolineato l’importanza di mettere nero su bianco la versione del suo assistito prima che l’età renda più difficile la precisione del ricordo.

Di parere opposto sono i legali di Visintin, gli avvocati Paolo e Alice Bevilacqua, che hanno annunciato di essersi opposti alla richiesta di incidente probatorio. Secondo loro, Sterpin non sarebbe un testimone centrale ai fini dell’indagine e le sue condizioni di salute, a loro avviso non adeguatamente documentate, renderebbero discutibile l’attendibilità delle sue dichiarazioni. La giornata di oggi, dunque, potrebbe rappresentare una svolta decisiva, non solo per il ruolo che avrà la testimonianza di Sterpin, ma anche per delineare meglio i contorni di una vicenda che da oltre tre anni attende risposte chiare e definitive.


