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“Claudio non ce l’ha fatta”. Esplosione a Roma, chi era la vittima

  • Italia
Esplosione Roma

Il suo nome era Claudio Ercoli, aveva 67 anni e da anni lavorava come ispettore per conto dell’Eni presso una stazione di servizio a Roma. Oggi, mercoledì 9 luglio, è spirato nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio. Le sue condizioni erano apparse da subito gravissime: ustioni di terzo grado sul 55 per cento del corpo, soprattutto al volto, al torace e agli arti superiori. A nulla è valso il delicato intervento chirurgico eseguito solo martedì 8 luglio, durante il quale gli erano stati applicati innesti di cute omologa. Lo ha comunicato ufficialmente l’Asl Roma 2, esprimendo “profondo rammarico per il decesso”, avvenuto alle ore 11:30.

Ercoli era rimasto coinvolto nella prima esplosione generata da una fuga di gpl, seguita poi da una seconda deflagrazione che ha trasformato il distributore in un inferno di fuoco venerdì scorso a Roma. In un video già acquisito dagli inquirenti si vedono chiaramente le fasi del disastro: una valvola mal sigillata, la nube di gas che si espande nell’aria, l’accensione improvvisa e infine il boato. L’uomo, al momento dello scoppio, si trovava nei pressi della sua auto, completamente avvolta dalle fiamme, ed è stato salvato in extremis da un carabiniere che lo ha trascinato via, rischiando a sua volta la vita. Da allora lottava tra la vita e la morte in rianimazione, e avrebbe dovuto fornire la sua testimonianza agli inquirenti non appena le condizioni lo avessero permesso.

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Ora che la tragedia si è aggravata, con la morte di Ercoli, la Procura di Roma potrebbe riformulare il fascicolo aperto subito dopo l’esplosione. L’ipotesi di reato di disastro e lesioni colpose – al momento a carico di ignoti – rischia di trasformarsi in omicidio colposo. La procura aveva già disposto l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza e delle relazioni tecniche per ricostruire nel dettaglio l’origine del guasto. L’errore umano sembra al centro delle indagini: l’errata chiusura della valvola avrebbe provocato la fuoriuscita incontrollata di gas, innescando la deflagrazione.

Intanto, resta in condizioni critiche, ma stabili, l’altro uomo ferito gravemente nell’incidente: le sue ustioni coprono il 25 per cento del corpo e la prognosi rimane riservata. Lo ha confermato ancora una volta la Asl Roma 2, assicurando il massimo supporto ai familiari della vittima e il pieno impegno dei medici per salvare il secondo paziente. Altri due feriti, i poliziotti Marco Neri e Francesco D’Onofrio, saranno sottoposti nel pomeriggio a delicati interventi ricostruttivi presso il Policlinico Umberto I.

La morte di Claudio Ercoli, figura stimata e professionista esperto, lascia sgomento non solo nel mondo del lavoro, ma anche tra i colleghi e i soccorritori che quel giorno si erano gettati tra le fiamme per portare in salvo vite umane. La sua tragica fine potrebbe rappresentare un punto di svolta anche nell’accertamento delle responsabilità di un incidente che, oltre ai danni visibili, ha aperto una ferita profonda nella città.


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