“Arrestata”. Ornella Muti, grossi guai per la sorella dell’attrice. Le accuse sono pesantissime

“Io la uso per pulire l’auto di mio figlio e per lucidare l’argenteria – ha spiegato Claudia Rivelli, sorella di Ornella Muti, al giudice Valentini dopo aver trascorso una notte in cella di sicurezza – Per me è una specie di acquaragia. Me l’ha fatto scoprire mia madre, che la utilizzava da vari anni: prima di morire aveva chiesto a mio figlio di ordinarla su internet, ma invece di un flacone ne sono arrivati due. Ha pagato lui, io non sono pratica”.


Nella sua casa la polizia ha trovata 2 flaconi, sembra da un litro e mezzo ciascuno, di Gbl la cosiddetta droga dello stupro. Un quantitativo che ha fatto scattare l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. A condurre le indagini, la Polaria dell’aeroporto romano, dove da tempo si seguono le tracce di flaconi della “droga dello stupro” spediti dall’estero all’interno di pacchi studiati ad hoc.

ornella muti


A quanto riporta il Messaggero, la polizia giudiziaria di Fiumicino indagava infatti da diversi mesi sull’arrivo in aeroporto di importanti quantitativi della sostanza incriminata e lo scorso mercoledì si sono messi sulle tracce di un pacco ritenuto sospetto, che è poi finito nel più insolito dei luoghi, un condominio di un noto quartiere residenziale romano, tra i più esclusivi della città.


laura rivelli


Quando la polizia ha bussato alla porta di Claudia Rivelli, che vive con la sua domestica essendosi separata dal marito Paolo Leone (figlio dell’ex presidente della Repubblica, Giovanni Leone), la donna sembra sia caduta della nuvole. La sua versione però non è bastata alle forze dell’ordine che, su mandato del magistrato, l’hanno tradotta in una cella di sicurezza.

laura rivelli


“Ci vuole dire che usava la droga per fare le pulizie di casa?”, avrebbe chiesto alla donna il giudice che ha poi convalidato l’arresto il giorno successivo. “Per me era un detergente come altri. Altrimenti una madre, sapendo che era droga, non l’avrebbe spedito al figlio. E il mio non fa uso di stupefacenti”. Per Claudia Rivelli il pm Mario Pesci aveva chiesto i domiciliari. La prima udienza del processo è fissata per il prossimo febbraio.

Pubblicato il alle ore 09:47 Ultima modifica il alle ore 10:31