Il mondo dello spettacolo si è svegliato avvolto da un lutto profondo, una notizia che ha iniziato a circolare in modo sommesso tra teatri, compagnie e istituzioni culturali. La scomparsa di una figura centrale della ricerca scenica italiana ha lasciato un vuoto che va ben oltre i confini regionali, toccando artisti, tecnici e spettatori che per decenni hanno incrociato il suo lavoro.
La morte è avvenuta ieri in Calabria, la terra delle origini, chiudendo simbolicamente un cerchio umano e artistico iniziato lontano e sviluppato soprattutto in Toscana. Un ritorno finale che ha assunto, per molti, il valore di un saluto intimo, quasi privato, a un protagonista che ha attraversato più generazioni del teatro contemporaneo senza mai rinunciare alla sperimentazione.

Oltre 50 regie di opere teatrali in tutto il mondo
Solo a questo punto emerge con chiarezza il nome dell’artista che il teatro italiano oggi piange: Giancarlo Cauteruccio, regista, scenografo e attore nato il 2 luglio 1946 a Marano Marchesato, in provincia di Cosenza. Arrivato a Firenze a soli 19 anni, aveva scelto la città come luogo d’adozione, vivendoci per decenni e contribuendo in modo decisivo alla sua identità culturale più sperimentale.

Formazione artistica e studi di arte e architettura sono stati la base di un percorso che, nel 1977, lo ha portato a fondare a Firenze il gruppo Il Marchingegno. Con quella esperienza, conclusa nel 1982, ha presentato opere performative in luoghi simbolo come il Politecnico di Torino, il Museo d’Arte Moderna di Roma, il Forte Belvedere a Firenze, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Rondò di Bacco di Palazzo Pitti, il Castello dell’Imperatore di Prato e il Castello Sant’Elmo di Napoli, contribuendo a ridefinire il rapporto tra spazio, corpo e visione.

Nel 1982 nasce invece il Gruppo di ricerca teatrale Multimedia Krypton, poi Teatro Studio Krypton, una delle prime compagnie italiane di teatro d’arte. Da lì prenderà forma un percorso impressionante: oltre cinquanta regie nei circuiti nazionali e internazionali, una produzione costante che ha fatto dialogare teatro, arti visive, musica e tecnologia. Il cordoglio delle istituzioni non si è fatto attendere, dalla sindaca di Scandicci Claudia Sereni, “È stato un amico e un maestro per tanti giovani”, ha dichiarato la prima cittadina, all’assessora toscana alla cultura Cristina Manetti, che ha ricordato come “Cauteruccio ha saputo rinnovare profondamente i linguaggi della scena, unendo teatro, arti visive, musica e tecnologia”.
Agli esordi, prima ancora che il suo nome diventasse sinonimo di avanguardia teatrale, aveva lavorato con i Litfiba nella celebre cantina di via dei Bardi, contribuendo alla nascita di un immaginario sperimentale che ha segnato una stagione culturale fondamentale a Firenze e in Italia. Fondatore della compagnia Krypton, dal 1992 è stato anche direttore artistico del Teatro Studio di Scandicci, guidandolo come luogo di sperimentazione, formazione e apertura internazionale. Oggi quel teatro, e con esso l’intero mondo dello spettacolo, resta orfano di una delle sue voci più libere e visionarie. Mentre i funerali si svolgeranno in Calabria, la città toscana si prepara a omaggiarlo con una giornata dedicata alla sua memoria, organizzata in collaborazione con il fratello Fulvio.


