Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Cosa succede con gli interventi”. Crans-Montana, l’annuncio del medico di chirurgia plastica sui ragazzi ricoverati

  • Italia

La strage di Crans-Montana ha lasciato dietro di sé morti, feriti gravissimi e una generazione segnata per sempre. Il rogo scoppiato nella notte di Capodanno all’interno del bar Le Constellation non è stato soltanto un incendio, ma una frattura irreversibile, un evento che ha spezzato vite e prospettive, trasformando una festa in una tragedia collettiva. Per chi è sopravvissuto, il tempo si è fermato tra le fiamme, il fumo e il dolore, e da quel momento ogni giorno è diventato un percorso di resistenza, fisica e psicologica.

Non esiste un “dopo” semplice, né un ritorno alla normalità: esiste solo un cammino lungo, complesso e doloroso, che passa dalla medicina, dalla chirurgia e dalla ricostruzione dell’identità. A più di una settimana dalla strage costata la vite a 40 persone, tra cui 6 teenager italiani, la vicesindaca Nicole Bonvin Clivaz ha rivolto un “messaggio di vicinanza alle famiglie che soffrono” e una richiesta di “perdono”. La Procura di Sion ha arrestato il proprietario del locale Jacques Moretti. La moglie Jessica invece va ai domiciliari con il braccialetto elettronico. I provvedimenti, motivati da un concreto “pericolo di fuga”, sono arrivati dopo l’interrogatorio da indagati.


Crans-Montana, parla Benedetto Longo, professore associato di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica all’Università di Roma Tor Vergata

Dopo un rogo come quello di Crans-Montana non esiste un “ritorno a prima”. A delineare il possibile percorso di cura dei giovanissimi sopravvissuti all’incendio del bar Le Constellation è Benedetto Longo, professore associato di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica all’Università di Roma Tor Vergata, intervistato da FattoQuotidiano.it.

“Ricostruire non significa soltanto coprire una ferita”. “Vuol dire restituire funzione, espressività, socialità. Un volto che torna a comunicare, una mano che torna a scrivere, un collo che torna a muoversi: sono passaggi che ridanno identità”. La chirurgia, sottolinea, non è solo tecnica: “Quando è fatta bene diventa un linguaggio di dignità. E la chirurgia estrema ti ricorda una cosa: non stai operando una ferita, stai operando una storia. Il vero successo non è la sopravvivenza in sé, ma vedere quel paziente tornare a vivere, con un futuro possibile”.

Dal primo gennaio, per alcuni dei feriti ricoverati al Niguarda, il futuro è fatto di “piccolissimi passi”: la priorità assoluta è salvare la vita, ma senza perdere di vista ciò che verrà dopo. “C’è una fase acuta in cui bisogna garantire la sopravvivenza. Poi una fase post-acuta in cui si lavora sulla qualità della vita. Ma questa divisione è solo schematica” osserva Longo. “In realtà le due fasi sono fuse: anche quando sei nella fase acuta e devi rimuovere i tessuti necrotici prodotti dalle altissime temperature, devi già pensare a una ricostruzione che possa essere seguita nel tempo”.

Ricostruire, infatti, significa prima di tutto tornare a riconoscersi, ma non solo. “La dignità è legata alla qualità della vita: queste persone non devono soltanto sopravvivere. Devono vivere bene”, dice. “Bisogna pensare fin dall’inizio a una vita che restituisca quanto più possibile la funzione sociale, professionale e relazionale”.

Eppure, c’è un punto che Longo considera fondamentale chiarire, sia sul piano clinico sia su quello psicologico: nessuno può aspettarsi di cancellare le conseguenze di ustioni estese, fino al 50% del corpo. “La cicatrice resta. Inevitabilmente. Per quanto si possa fare, per quanto si possa guarire, l’esito non può essere azzerato. Ecco perché questi percorsi durano anni: non si parla di cancellare totalmente gli esiti, non è possibile. Si parla di ridurli, di gestirli, di trasformarli in qualcosa che permetta una vita dignitosa”.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure