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Pierina Paganelli, l’annuncio degli avvocati di Louis Dassilva: “C’è un altro nome”

  • Italia

L’assoluzione di Louis Dassilva ha rappresentato uno dei passaggi più importanti nella lunga vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Pierina Paganelli, la pensionata uccisa nel garage del complesso residenziale di via del Ciclamino a Rimini. Ma se da una parte la sentenza di primo grado ha restituito la libertà al 36enne senegalese, dall’altra ha lasciato aperti molti interrogativi che continuano ad alimentare il dibattito pubblico e giudiziario.

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Per mesi il caso ha monopolizzato l’attenzione dell’opinione pubblica, tra ricostruzioni, testimonianze, ipotesi investigative e scontri tra accusa e difesa. Proprio mentre la città prova a fare i conti con il verdetto della Corte d’Assise, resta una domanda che continua a riecheggiare: chi ha realmente ucciso Pierina Paganelli? Una questione che, secondo i legali di Dassilva, è tutt’altro che archiviata.


Le parole della difesa dopo il verdetto

Durante una conferenza stampa convocata a Rimini subito dopo la sentenza, l’avvocato Riario Fabbri, che insieme al collega Andrea Guidi ha assistito Dassilva nel processo, ha voluto chiarire che l’assoluzione non rappresenta la conclusione definitiva della vicenda. “La vicenda non è finita”, ha dichiarato il legale, sottolineando come il pronunciamento dei giudici sia soltanto un primo passaggio di un iter che potrebbe proseguire ancora a lungo.

Secondo Fabbri, il procedimento era destinato fin dall’inizio a svilupparsi su più livelli giudiziari. “Era un’informazione che avevamo già dato a Louis Dassilva sin da quando era stato identificato”, ha spiegato l’avvocato. E ancora: “questa sarebbe stata una partita che si chiudeva a Roma in Cassazione, vista la portata dell’evento e, soprattutto, la gravità del reato contestato”.

Per la difesa, dunque, il successo ottenuto in primo grado è certamente significativo, ma non può essere considerato definitivo. “Sappiamo benissimo che questa è una pronuncia importantissima ma parziale, perché soggetta a impugnazione, che ovviamente vi sarà”, ha ricordato Fabbri. Il legale ha poi aggiunto: “E sicuramente la parte soccombente in appello andrà a ricorrere in Cassazione”.

In questa fase, l’attenzione degli avvocati è concentrata soprattutto sulle motivazioni della sentenza. Sarà infatti il documento con cui la Corte d’Assise spiegherà le ragioni dell’assoluzione a delineare il terreno del prossimo confronto giudiziario. Un passaggio ritenuto fondamentale per comprendere quali elementi abbiano convinto i giudici e quali aspetti dell’impianto accusatorio siano stati ritenuti insufficienti.

“Speriamo e riteniamo che siano state accolte delle deduzioni difensive su cui noi crediamo molto, ma quello che conta è quello che verrà scritto come motivazione da parte della Corte d’Assise per indicarci il perché Dassilva è stato assolto”, ha spiegato Fabbri davanti ai giornalisti. Una frase che lascia intendere come la strategia difensiva punti ora a valorizzare i punti che hanno portato all’assoluzione.

L’avvocato ha inoltre evidenziato che il futuro del procedimento dipenderà sia dalle motivazioni della sentenza sia dalle eventuali contestazioni formulate dall’accusa. “Su quello e sulle deduzioni e sui motivi di gravame che verranno indicati dall’accusa si svolgerà tutta l’attività ulteriore, che dovremo andare a compiere, che è quella di difenderci anche in secondo grado”, ha dichiarato.

Tra gli aspetti che la difesa considera più rilevanti emergono due elementi centrali. Da un lato c’è il pronunciamento favorevole ottenuto davanti alla Corte d’Assise. “Abbiamo una pronuncia di primo grado a noi favorevole, che sicuramente indicherà la correttezza di alcune deduzioni difensive”, ha affermato Fabbri. Dall’altro lato c’è una nuova condizione personale per l’imputato, che potrebbe incidere anche sulla preparazione della futura strategia processuale. “Louis Dassilva lo affronterà da libero”, ha sottolineato il legale, spiegando che questa situazione permetterà di svolgere ulteriori verifiche e approfondimenti.

Proprio in questo contesto è arrivata una delle considerazioni più significative della conferenza stampa: “Dal processo sono emerse piste alternative“. Piste alternative che si concretizzano in un nome alternativo a Dassilva. Un’affermazione che rilancia il dibattito attorno all’omicidio di Pierina Paganelli e che lascia intendere come, almeno secondo la difesa, restino ancora aspetti da chiarire per arrivare alla verità definitiva su uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi anni.


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