Un nuovo spostamento, l’ennesimo, deciso in fretta. Dietro le mura del carcere la tensione non si è fermata e un nome legato a una delle vicende più dolorose delle ultime settimane continua a provocare reazioni fortissime. Una storia che, giorno dopo giorno, aggiunge un altro capitolo di paura.
Al centro c’è Emanuel Iannuzzi, 42 anni, tra i principali indagati nell’inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, la bimba di due anni deceduta a Bordighera. L’uomo è detenuto con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte, la stessa contestazione mossa anche alla compagna Emanuela Aiello, madre della bambina.

Beatrice morta a Bordighera, l’aggressione dietro le sbarre
Mercoledì pomeriggio Iannuzzi è stato trasferito dal carcere di Pavia a quello di Cremona. La decisione sarebbe arrivata dopo un’aggressione subita nell’istituto pavese: secondo quanto riferito, altri detenuti lo avrebbero colpito, provocandogli la frattura del setto nasale. Un episodio che riaccende l’allarme attorno alla sicurezza del 42enne. Nei penitenziari, le accuse che riguardano presunti maltrattamenti ai danni di minori possono generare ostilità e ritorsioni. Per questo, il nuovo trasferimento sarebbe stato disposto per tutelarne l’incolumità personale.
Quello verso Cremona è il quarto spostamento dall’arresto. All’inizio di giugno, Iannuzzi era stato portato dal carcere di Genova Marassi a Ivrea. Già in quella fase erano emerse indiscrezioni su un clima difficile, tra tensioni e possibili minacce all’interno della struttura. In seguito il trasferimento a Pavia, dove la situazione è precipitata con l’aggressione. Ora l’arrivo a Cremona, nel tentativo di garantire condizioni di detenzione più sicure. Una sequenza di cambiamenti che racconta il peso e l’eco di una vicenda capace di scuotere profondamente l’opinione pubblica ligure.
L’inchiesta sulla morte della bimba e la difesa
Intanto, la Procura di Imperia prosegue gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto alla piccola Beatrice. L’indagine dovrà chiarire ogni responsabilità sulla tragedia avvenuta a Bordighera, un dramma che ha lasciato sgomenta un’intera comunità. Iannuzzi ha sempre respinto le accuse e la sua difesa ribadisce l’estraneità dell’assistito alle contestazioni formulate dagli inquirenti. Anche Emanuela Aiello si trova in carcere nell’ambito dello stesso procedimento. Saranno gli sviluppi dell’inchiesta e il percorso giudiziario a fare luce sul caso.
Nel frattempo resta l’immagine di un detenuto costretto a cambiare istituto per la quarta volta, mentre fuori dal carcere il dolore per la morte di una bambina di appena due anni continua a rendere questa storia impossibile da ignorare.


