L’assoluzione di Louis Dassilva ha segnato uno dei passaggi più clamorosi dell’intera vicenda legata all’omicidio di Pierina Paganelli, la pensionata di 78 anni uccisa con 29 coltellate. La decisione della Corte d’Assise d’Appello ha provocato reazioni immediate e acceso un nuovo dibattito pubblico attorno a un caso che da quasi due anni monopolizza l’attenzione dell’opinione pubblica.
>> Pierina Paganelli, la verità dopo la sentenza: cosa è successo davvero
La giornata successiva alla sentenza è stata caratterizzata da emozioni forti, dichiarazioni contrastanti e nuove prospettive giudiziarie. Da una parte la soddisfazione della difesa e dello stesso Dassilva, dall’altra la delusione dei familiari della vittima e di chi continua a ritenere fondata l’impostazione accusatoria sostenuta durante il processo.

La Procura pronta a impugnare la sentenza
Se l’assoluzione ha rappresentato un momento di svolta, la vicenda giudiziaria è tutt’altro che conclusa. Il punto centrale emerso nelle ore successive riguarda infatti la decisione della Procura di presentare appello una volta depositate le motivazioni della sentenza, attese entro 90 giorni. Un passaggio che lascia aperto il procedimento e che potrebbe portare il caso davanti a un nuovo giudizio.

Nel frattempo, Dassilva ha vissuto il primo giorno da uomo libero dopo una lunga detenzione. Travolto dall’emozione, ha pronunciato poche parole ma molto significative: “È stata fatta giustizia, ha vinto solo la giustizia. È la rinascita della giustizia”. Una frase che racchiude il senso di una battaglia processuale affrontata sostenendo sempre la propria innocenza.

Omicidio Pierina Paganelli, la procura farà appello contro l'assoluzione di Louis Dassilva#MorningNews è in diretta su #Canale5 e in streaming su Mediaset Infinity pic.twitter.com/0NkWns9ggU
— Morning News (@MorningNewsTv) June 11, 2026
I suoi difensori, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, hanno accolto con soddisfazione il verdetto. “Non possiamo che essere felici del fatto che la Corte abbia inteso accettare una delle ipotesi difensive e ritenere Dassilva innocente. Finalmente, dopo quasi due anni, riusciamo a dare dignità a Dassilva, che ha riacquistato la libertà. Siamo veramente felici che il lavoro che abbiamo fatto venga premiato e che un innocente sia uscito dal carcere. Noi abbiamo lavorato per questo, abbiamo chiesto l’assoluzione nelle nostre conclusioni ma non l’abbiamo chiesta così, tanto per chiederla, l’abbiamo chiesta su argomentazioni che ritenevamo forti e che hanno portato in effetti a un risultato molto positivo”.
Gli stessi legali hanno poi aggiunto: “È felice, ha riacquistato la libertà, ora avremo modo di ragionare con calma su tutto. Vedremo nei prossimi giorni come affrontare la situazione adesso che è libero. Ovviamente c’è un’emozione molto forte di una persona che riacquista, dopo quasi due anni, la libertà e che si è sempre proclamata innocente, questa è la cosa che vorrei fare presente”. Tuttavia, nonostante l’assoluzione, resta aperta anche la questione relativa agli anni trascorsi in carcere. Per un eventuale risarcimento sarà necessario attendere che la sentenza diventi definitiva.
Sul fronte opposto, i rappresentanti delle parti civili non nascondono il proprio dissenso. Gli avvocati Monica Lunedei, Marco Lunedei e Andrea Scifo, che assistono i figli e i familiari di Pierina Paganelli, hanno espresso una posizione molto netta. Secondo i legali, la sentenza “va ovviamente rispettata, seppur non condivisa in ragione delle risultanze sia dell’indagine che del dibattimento. Attendiamo, ovviamente, il deposito delle motivazioni per meglio comprendere il ragionamento che vi è alla base”.
“Il giurista potrà poi ovviamente prendere posizione nei confronti della decisione attraverso lo strumento dell’impugnazione, l’unico previsto dalla legge. Al momento, come detto più volte, confermiamo la stima e la fiducia nei confronti della Procura per il lavoro svolto, lavoro che ci ha sempre convinto non sulla base di un’apodittica convinzione o di un pregiudizio, ma sulla base di quanto abbiamo visto e sentito. La decisione dovrà comunque, prima di raggiungere l’irrevocabilità, passare attraverso almeno un altro grado di merito ed uno di legittimità”.
Ed è proprio quest’ultimo passaggio a spiegare perché il caso sia ancora lontano dalla conclusione definitiva. L’annunciata impugnazione da parte della Procura potrebbe infatti riaprire completamente il confronto processuale, portando nuovamente al centro dell’attenzione uno dei delitti più discussi degli ultimi anni. L’assoluzione di primo grado ha cambiato il quadro, ma non ha messo la parola fine alla vicenda.
Intanto sui social network si moltiplicano commenti e reazioni. Tra i messaggi più condivisi si leggono: “Avete sentito di Dassilva? Non è ancora finito il calvario per quel poverino”, “Dopo due anni in carcere merita finalmente un po’ di pace”, “Aspettiamo le motivazioni prima di esultare o criticare”, “La Procura ha il diritto di andare avanti, vedremo cosa succederà”, “Una storia che continua a dividere l’opinione pubblica”, “Mi colpisce che tutto sia ancora aperto nonostante l’assoluzione”, “Spero che la verità definitiva emerga una volta per tutte”, “Una vicenda dolorosa sia per la famiglia della vittima sia per chi è stato assolto”.


