Tre vittime e decine di persone intossicate: è questo, al momento, il bilancio dei recenti casi di botulismo registrati tra Sardegna e Calabria, un’emergenza che ha riacceso paure e polemiche attorno a un germe considerato tra i più insidiosi al mondo. Le autorità sanitarie stanno proseguendo con accertamenti e indagini per ricostruire la catena di contagio e individuare l’origine esatta dei focolai, mentre cresce l’attenzione dell’opinione pubblica su misure di prevenzione e tempi di intervento.
A rassicurare, almeno in parte, è intervenuto l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha voluto fornire dati e chiarimenti per ridimensionare l’allarme. “Nei casi che ci sono stati in Italia negli ultimi 20 anni la mortalità è solo del 3 per cento”, ha spiegato lo specialista, ricordando come il botulismo resti comunque una patologia grave ma relativamente rara. La pericolosità, sottolinea Bassetti, risiede nella natura stessa dell’agente coinvolto, spesso confuso con la malattia che provoca.
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Botulino, il dotto Bassetti: “Occhio a questi sapori e sintomi”
“In questi giorni non si parla d’altro, si sente parlare di botulino. Bisogna dire però che botulino non è corretto perché non è la malattia, la malattia è il botulismo sostenuta dal botulino che è il germe che causa l’infezione”, ha chiarito l’infettivologo in un video diffuso sui social. Un dettaglio tecnico che però aiuta a capire meglio di cosa si stia parlando.

Bassetti ha poi puntualizzato un aspetto che può fare la differenza nella diagnosi: “Anzi non è un’infezione, è una tossi-infezione legata alla produzione di una tossina”. E proprio questa tossina è il vero nemico, capace di provocare sintomi potenzialmente letali. La sua individuazione, però, è tutt’altro che semplice: “La tossina è inodore, insapore, qualche volta il cibo può essere alterato”.


In rarissimi casi, spiega il medico, si può percepire “anche un sapore di marcio” negli alimenti contaminati, ma si tratta di eccezioni. Nella maggior parte delle situazioni la tossina non dà alcun segnale sensoriale, rendendo così il botulismo una minaccia invisibile e subdola, che richiede diagnosi rapide e una catena di soccorsi efficiente per scongiurare conseguenze tragiche.


