È finita la fuga di Andrea Cavallari, uno dei condannati per la strage di Corinaldo. Il giovane, 25 anni, era evaso da due settimane dopo aver discusso la tesi di laurea all’Università di Bologna, approfittando di un permesso che si sarebbe dovuto concludere con il rientro in carcere nella stessa giornata. Invece, il pomeriggio del 3 luglio, Cavallari aveva fatto perdere le sue tracce, salendo su un’auto nel centro storico del capoluogo emiliano. Da allora si era nascosto nella città catalana, dove è stato rintracciato e fermato questa mattina, mentre camminava in strada.
Il caso aveva suscitato scalpore: un detenuto autorizzato ad assentarsi per motivi di studio che, una volta fuori, svanisce nel nulla. Cavallari era uscito dalla prigione della Dozza alle 8 del mattino, prelevato dalla madre per recarsi in via Zamboni, dove ha sostenuto l’esame finale del corso di laurea in Scienze giuridiche con indirizzo in consulenza del lavoro e relazioni aziendali. Dopo la proclamazione, la famiglia aveva organizzato un pranzo in un elegante ristorante di pesce, “The man and the sea”, in via Righi. Con lui c’erano la madre, il patrigno e la madre del patrigno. Il clima era quello delle grandi occasioni.

Strage Corinaldo, arrestato il fuggitivo Andrea Cavallari
Alle 15.30 Cavallari aveva salutato i familiari con una scusa: “Voglio stare un po’ con la mia fidanzata”, aveva detto. A quel punto un amico lo aveva recuperato in macchina. Doveva rientrare entro le 18 al carcere, ma non si è più presentato. Da lì è scattato l’allarme: le forze dell’ordine hanno avviato una vera e propria caccia all’uomo che si è conclusa solo oggi, dopo quattordici giorni di indagini condotte senza sosta.

La cattura è stata resa possibile grazie a un lavoro congiunto tra il Nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria, guidato dal comandante facente funzione Giuseppe Ciuffreda, il Servizio centrale (Nic) e i nuclei investigativi dei carabinieri di Bologna e Ancona. Le autorità non hanno fornito ulteriori dettagli su come Cavallari abbia raggiunto la Spagna né su eventuali complici che lo avrebbero aiutato a fuggire.


Cavallari è stato condannato a 11 anni e 10 mesi per la tragica notte dell’8 dicembre 2018 nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove sei persone – cinque adolescenti e una giovane madre – morirono schiacciate dalla calca generata dal panico, in seguito all’uso di spray urticante da parte di una banda che agiva per rapinare. Con la cattura del fuggitivo, si chiude uno degli ultimi capitoli giudiziari di una delle pagine più nere della cronaca italiana recente.


