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“Tutti senza parole”. Imma Polese, la notizia che scuote il Castello delle Cerimonie

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Per anni il Castello delle Cerimonie è stato molto più di una semplice location per ricevimenti. Grazie al programma televisivo che lo ha reso famoso in tutta Italia, la struttura è diventata un simbolo delle grandi feste napoletane, attirando migliaia di clienti e conquistando un pubblico affezionato che continua a seguirne le vicende anche fuori dal piccolo schermo.

Negli ultimi mesi, però, l’attenzione si è spostata dalle celebrazioni alle aule di tribunale. La lunga battaglia giudiziaria che coinvolge il Grand Hotel La Sonrisa, conosciuto proprio come il Castello delle Cerimonie, continua infatti a tenere con il fiato sospeso lavoratori, famiglie e clienti, preoccupati per il futuro della storica struttura.


Castello delle cerimonie, la brutta notizia per Imma Polese

Nelle ultime ore è arrivata una nuova decisione della magistratura che rappresenta un passaggio importante nella vicenda. Sebbene il pronunciamento non chiuda definitivamente ogni possibilità, il verdetto riduce ulteriormente le speranze di chi confidava in una rapida riapertura del caso.

Si affievoliscono le speranze di lavoratori e clienti del Castello delle Cerimonie, ma non tutto è perduto. La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dai legali della famiglia Polese per riaprire il processo sulla lottizzazione abusiva che ha portato alla confisca del Grand Hotel La Sonrisa, a cui sono state revocate alcune licenze.

«La Procura generale, insieme ai difensori di Polese Concetta e Polese Agostino, – spiega una nota – aveva chiesto alla Suprema Corte di disporre un nuovo giudizio presso la Corte di appello di Roma non essendo state valutate numerosissime prove nuove introdotte di recente dalla difesa al fine di dimostrare la insussistenza del reato di lottizzazione abusiva che ha portato alla confisca del Castello delle cerimonie».

La Suprema Corte, però, al termine di una lunga camera di consiglio, ha rigettato la richiesta congiunta di annullamento della sentenza, come sottolineano gli avvocati Dario Vannetiello, Veronica Paturzo, Andrea Castaldo e Stefano Montone, «formulata dalla accusa e dalla difesa. Le ragioni di tale decisione verranno rese note successivamente allorquando verrà depositata la decisione».

La vicenda, tuttavia, non sarebbe ancora arrivata alla sua conclusione. Come ha spiegato l’avvocato Dario Vannetiello, esiste infatti un ulteriore procedimento ancora pendente davanti alla Cassazione, che potrebbe aprire un nuovo scenario sul futuro della struttura.

«La vicenda non è chiusa – ricorda l’avvocato Vannetiello – attesto che pende un altro ricorso per Cassazione a mia firma, finalizzato sempre a ottenere la revoca della confisca del Castello delle cerimonie, ricorso però fondato su una ragione giuridica diversa dalle precedenti». Secondo il penalista, infatti, la condanna alla confisca dovrebbe essere annullata perché sarebbe stata determinata da una prova ritenuta falsa.


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