Filtri, ritocchi e applicazioni di editing sono ormai diventati una presenza fissa sui social. Il problema, però, nasce quando a essere modificato non è soltanto chi pubblica la foto, ma anche chi compare nello scatto senza aver dato alcun consenso. A denunciare questa abitudine è stata Elettra Lamborghini, stanca di vedersi trasformata nei post altrui fino al punto da risultare quasi irriconoscibile.
La cantante ha affidato il suo sfogo alle storie di Instagram, dove ha mostrato alcune immagini che la ritraggono durante concerti o incontri con i fan. Foto diverse, ma accomunate da interventi evidenti su volto, occhi, denti e perfino tatuaggi. “Ma perché le modificate? Sono stanca di questa m***a“, ha scritto, aprendo una polemica che riguarda il confine sempre più sottile tra miglioramento estetico e alterazione dell’identità.

Elettra Lamborghini contro le foto ritoccate
“Questa nuova moda di modificare le altre persone deve finire”, ha spiegato Elettra Lamborghini. Poi ha mostrato uno degli scatti incriminati: “L’ennesima foto dove vengo modificata. Ma perché?! Sarebbe stato un bellissimo scatto! Io non ho gli occhi neri, non ho quei denti e non ho quei tatuaggi sul braccio e sul polso”. Un elenco preciso di dettagli cambiati che, secondo l’artista, hanno stravolto completamente il suo aspetto.
Oggi tra intelligenza artificiale, filtri automatici, applicazioni per smartphone e programmi professionali è possibile intervenire su un’immagine in pochi secondi. Una pratica utilizzata non soltanto dagli utenti comuni, ma anche da fotografi e pagine social. Secondo la cantante, però, quando il ritocco diventa eccessivo finisce per cancellare la naturalezza dello scatto e per creare un volto che non appartiene più alla persona fotografata.

Per dimostrare la differenza, Elettra Lamborghini ha pubblicato il confronto tra l’immagine originale e quella modificata. “La foto originale la trovo molto bella. Ma lo stesso fotografo ha postato quella modificata. Quello, però, non è il mio viso“. Il punto centrale non riguarda quindi il rifiuto assoluto dell’editing, ma l’uso invasivo dei filtri, soprattutto quando altera lineamenti, espressioni e caratteristiche personali senza alcuna autorizzazione.
A far infuriare la 32enne è stata soprattutto la mancanza di consenso. “Sono stanca, ma vi sembra normale? Questa non sono io e non vi do l’autorizzazione”, ha scritto. Poi ha alleggerito lo sfogo con una battuta: “Le tette assomigliano, almeno quelle”. Dietro l’ironia, però, resta un messaggio netto: modificare il corpo o il volto di qualcun altro non è un gesto innocuo, soprattutto se l’immagine viene poi diffusa pubblicamente.


