Settant’anni e non sentirli. Pupo, all’anagrafe Enzo Ghinazzi, ha festeggiato giovedì 11 settembre un compleanno in grande stile, trasformando la sua Ponticino, in provincia di Arezzo, in una piccola capitale della musica e dello spettacolo. L’ex hotel Country Family, oggi quartier generale dell’artista, è diventato la cornice di una serata che ha riunito amici, colleghi e concittadini in un evento memorabile. Oltre duemila persone hanno preso parte alla festa, tra ospiti illustri e semplici cittadini, confermando l’immenso legame che il cantante conserva con la sua terra.
Il menù non poteva che rispecchiare il carattere diretto e popolare dell’artista: panini al prosciutto e tramezzini per tutti, proprio come aveva promesso lui stesso. «Io sono un uomo del popolo, nella mia festa c’è almeno un tramezzino per tutti», aveva dichiarato Pupo in anticipo, e così è stato. Un modo semplice ma sincero per ribadire le sue radici e il desiderio di condividere con tutti un momento così importante.
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Pupo, che festa per i 70 anni

Il luogo scelto per la festa non è casuale: l’ex hotel Country Family rappresenta il simbolo della sua rinascita personale e professionale. Dopo averlo perso a causa dei debiti, Ghinazzi è riuscito a ricomprarlo quando il successo è tornato a sorridergli. Ora, a svettare nel cortile, c’è una grande scultura a forma di nota musicale, l’Ut, la prima della scala, creata dall’artista Alessandro Marrone e donata dalla famiglia come omaggio a una vita interamente dedicata alle canzoni.

La serata è stata anche occasione di riconoscimenti ufficiali. Il sindaco di Laterina-Pergine, Jacopo Tassini, ha conferito a Pupo la cittadinanza benemerita, sottolineando il valore del suo legame con Ponticino. Un affetto ricambiato dal cantante, che non ha mai smesso di sentirsi parte della comunità che lo ha visto nascere e crescere. Sul palco e tra il pubblico, si sono alternati volti noti dello spettacolo, dello sport e della politica: da Gianni Morandi a Giancarlo Antognoni, da Donatella Milani a Denny Mendez, fino al sottosegretario alla cultura Gianmarco Mazzi.
Accanto a lui c’erano le persone più importanti: la moglie Anna, la compagna Patricia, la madre Irene e la zia Silvia, quest’ultima presente grazie a un permesso speciale dalla casa di riposo. Momenti di grande emozione hanno accompagnato i duetti dal vivo: con Donatella Milani ha riproposto “Su di noi”, con Antognoni “Firenze Santa Maria Novella”, mentre Gianni Morandi, amico di sempre, ha entusiasmato il pubblico con un medley dei suoi cavalli di battaglia, da “In ginocchio da te” a “Uno su mille ce la fa”.



Un’amicizia, quella tra Pupo e Morandi, che dura da decenni e che ha resistito persino a un episodio spinoso del passato, quando Morandi si trovò a dover affrontare un pignoramento per aver garantito i debiti di gioco dell’amico. Oggi resta solo il ricordo, superato dall’affetto reciproco.
Al termine della serata, il cantante non ha nascosto la sua commozione: Pupo ha definito la festa «il momento più bello della mia vita». Ma non c’è tempo per fermarsi: il prossimo capitolo è già scritto. Dal 1 ottobre inizierà un nuovo tour internazionale che partirà da Mosca, dove l’artista è amatissimo, e si concluderà a Firenze, al Teatro Verdi, nel maggio 2026. Una nuova avventura che conferma come, a settant’anni, la musica di Pupo abbia ancora tanta strada davanti a sé.


