Il celebre giornalista Rai e volto amato della tv in ospedale. Lo ha raccontato lui stesso condividendo un video sui social: “Un momento difficile”, ma non privo di speranza. Accanto a lui il medico che lo sta seguendo. Le sue parole hanno colpito subito il cuore del pubblico. In poco tempo, infatti, sono stati tantissimi i messaggi di affetto e sostegno apparsi tra i commenti.
Stiamo parlando di Vincenzo Mollica. Oggi 71enne, lui convive da anni con diverse malattie degenerative. Fin dall’infanzia ha affrontato patologie oculari come uveite, glaucoma e iridociclite plastica. A questi problemi si è aggiunta nel 2013 la diagnosi di Parkinson, che ha reso ancora più complesso il suo quadro clinico. Dal 2019, inoltre, è quasi totalmente cieco. Una condizione che richiede un’assistenza continua e competente, e che lo ha portato a ricevere cure presso l’Istituto Clinico San Rocco di Ome, in provincia di Brescia.
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“In ospedale, un momento difficile”. Il dramma di Vincenzo Mollica: “Cosa mi ha detto il medico”
Nel video pubblicato su Instagram, Mollica è in compagnia del dottor Alfonso Piccoli, medico che lo ha seguito nel suo percorso terapeutico. Con grande affetto, il giornalista racconta la sua esperienza e la riconoscenza verso l’équipe che lo ha accolto e curato. Di Piccoli dice: “Una persona speciale che quando sono arrivato al pronto soccorso mi ha accolto con un sorriso”. Parole semplici, ma piene di significato, che descrivono la forza della gentilezza anche nei contesti sanitari più difficili.

“Mi ha fatto capire l’immenso valore della parola grazie”, spiega Mollica. “Questo ospedale mi ha curato, ma soprattutto mi ha fatto capire ancora di più il senso della vita che vale la pena essere vissuta”. E aggiunge: “Sono stato accolto, curato, rammendato, rattoppato… però sempre con la capacità di spiegare che la vita è una, necessaria, utile, primaria”. Un’esperienza che va oltre la medicina, tocca la sfera emotiva e personale. L’umanità e l’umiltà, sottolinea, sono elementi centrali del percorso di cura.

Il legame con il medico si è rafforzato anche attraverso affinità personali. “Ho avuto la fortuna di incontrare poi il professore e sua moglie Silvia, è stata un’altra emozione. Io e mia moglie Rosa Maria ci siamo sposati qui vicino, sul lago d’Iseo, proprio come loro”. Un dettaglio che fa emergere un legame che va oltre il rapporto tra paziente e dottore: si crea una connessione profonda, fatta di esperienze comuni e ricordi condivisi, in un luogo che diventa simbolo di rinascita e fiducia.

“Il professore di cui parlo con grande piacere ha una non una tecnica, ma un istinto umano straordinario. Non so che malattia ho, ancora oggi non gli ho chiesto che tipo di malattia ho, perché mi fido di lui. Lui ti dice, ‘Fai questo’, e faccio questo. Lui è un appassionato di intelligenza artificiale. Oltre l’intelligenza naturale di cui è dotato, sta studiando l’intelligenza artificiale”. Il dottor Piccoli, da parte sua, ha ringraziato Mollica: “Ci stimoli ad andare avanti anche con i nuovi approcci, l’intelligenza artificiale ci aiuterà a far prima e a capire meglio le potenzialità della mente umana”.


