“Undici ore di operazione, ho rischiato di morire dissanguato”. Nek, le sue condizioni dopo l’incidente

Nek, le parole del cantante dopo l’incidente domestico. Filippo Neviani, in arte Nek, è stato vittima di un incidente domestico lo scorso 20 novembre. A comunicarlo lui stesso con una foto pubblicata dal lettino dell’ospedale. E nelle ultime ore, il racconto nello studio di Verissimo mette in luce le condizioni di salute del cantante che da anni ha fatto e sta facendo sognare molti fan.

Lo aveva comunicato per rassicurare quanti non avevano più notizie di lui: “Vi sarete accorti  che non sono stato molto attivo sui social negli ultimi giorni… Ho avuto un incidente mentre ero nella mia casa di campagna e, da qualche giorno, mi trovo in ospedale ricoverato”. La foto pubblicata su Instagram a novembre ritraeva il cantante disteso in un letto d’ospedale con la mano sinistra fasciata e sospesa. (Continua a leggere dopo la foto).


L’incidente domestico ha poi richiesto anche un’operazione: “Sono ricoverato dopo aver subito un intervento alla mano. Sto bene, questa adesso è la cosa più importante. Sono seguito da ottimi medici e presto vi darò notizie, confido che le cose vadano per il meglio”. E dopo quel giorno, Nek torna a raccontare quei momenti nello studio di Verissimo. (Continua a leggere dopo la foto).

“Se fossi rimasto più del dovuto nella mia casa in campagna, in attesa dei soccorsi, nel peggiore dei casi sarei morto dissanguato, nei migliori avrei perso i sensi. Invece, ho avuto il sangue freddo di prendere l’auto e di guidare fino al Pronto Soccorso di Sassuolo”. Da quel post al racconto dettagliato dell’episodio nello studio televisivo di Silvia Toffanin, tanti i messaggi di sostegno ricevuti, tra cui quelli di Francesco Renga, di Stefano Accorsi, di Andrea Mainardi. (Continua a leggere dopo le foto).

Ma cosa è accaduto quel giorno? Lo ha raccontato così: “Mi sono tagliato la mano con una sega circolare in un momento di distrazione. Tutte le dita sono rimaste danneggiate ma, in particolare, l’anulare è quasi saltato via e il dito medio per metà, ma dopo oltre undici ore d’intervento sono riusciti a salvarmi la mano”. Ma il peggio è passato: “Mi sento come un bambino, perché riprendo un po’ di mobilità della mano ogni giorno. Ho ancora dei momenti di sconforto, soprattutto alla mattina, perché rimettere in moto la mano è molto fastidioso e poi, per me che non ho pazienza, è una prova ancora più dura”.

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