“Il mio papà era alcolizzato. La mamma lavorava senza sosta”. Infanzia difficile per Michelle Hunzinker che si racconta al Corriere della Sera, svelando il dramma della sua infanzia. “Dopo la separazione ho trascorso dei Natali tristissimi. La mattina del 25 chiamavo mio padre e lui piangeva”, dice. E ancora: “Il giudice mi ha chiesto con chi volevo stare: ho scelto la mamma ma il mio cuore era in frantumi. Per anni sono stata in lotta con lei: lavorava sempre, quando tornava era stanchissima. Non ha mai perso l’accento olandese, è una donna simpatica e molto forte: la chiamiamo il sergente”. Quando si è separata da Eros Ramazzotti ha fatto tutto il contrario.
“Anche nei momenti più difficili abbiamo cercato di andare oltre le regole dei giudici: per anni, anche dopo esserci divisi, abbiamo trascorso il Natale insieme, coinvolgendo i reciproci compagni. A un certo punto è stata nostra figlia Aurora a dirci che poteva bastare…”. Michelle conserva però anche tanti bei ricordi: “Sono stata una bambina fortunata”, dice. “L’ho vissuta in un paese con molta natura. Ogni tanto devo fuggire al mare, riconnettermi con la natura”. Di quegli anni le è rimasto il senso della libertà e l’arte di cavarsela da sola. “Ero un maschiaccio, sempre sporca dalla testa ai piedi. A 4 anni ero già molto indipendente, mia mamma aveva il solo obbligo di guardarmi ogni tanto dalla finestra, mentre giocavo in cortile”. E le davano della terrona perché parlava italiano: “Mi chiamavano ‘spaghettifresser’, che nella Svizzera tedesca ha un valore dispregiativo”.
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