Il mistero sull’eredità di Raffaella Carrà continua ad alimentare interrogativi e indiscrezioni. Negli ultimi giorni, a riaccendere il dibattito è stata l’ipotesi dell’esistenza di un presunto figlio segreto della celebre conduttrice romagnola. Una voce che ha spinto anche alcune persone che l’hanno conosciuta da vicino a intervenire pubblicamente. Tra queste c’è Giancarlo Magalli, storico volto della Rai e autore televisivo, che ha deciso di rompere il silenzio con parole molto nette.
Intervistato dal Messaggero, Magalli ha commentato direttamente la vicenda legata al nome di Gian Luca Pelloni Bulzoni, indicato da alcune ricostruzioni come possibile figlio della Carrà. L’ex conduttore non ha nascosto il suo stupore davanti a questa ipotesi, spiegando di non aver mai sentito parlare di una simile possibilità durante gli anni in cui ha frequentato la showgirl. “Per niente. Proprio non l’ho mai sentito nominare”.
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Raffaella Carrà e il figlio segreto, interviene Giancarlo Magalli
Il rapporto professionale e personale tra Magalli e Raffaella Carrà risale agli anni Ottanta, periodo in cui collaborarono a uno dei programmi più iconici della televisione italiana, Pronto, Raffaella?. Un progetto che, come ha ricordato lo stesso autore, nacque quasi per caso e che inizialmente avrebbe dovuto avere un protagonista diverso. “Avevamo scritto il programma per Gianni Morandi. Poi cambiò idea. Fu allora che Boncompagni disse: ‘Guarda che Raffaella Carrà lo farebbe benissimo’. E lei, diva già consacrata, si presentò così: ‘Io sono qui a fare un lavoro che non so se so fare’. Umiltà pura. La diva che ammette una sua debolezza”.

Proprio per questo rapporto diretto e per la lunga frequentazione professionale, Magalli guarda con scetticismo alle nuove ipotesi che stanno emergendo sulla vita privata della conduttrice. Il nome di Gian Luca Pelloni Bulzoni, comparso recentemente nelle ricostruzioni sull’eredità, gli appare del tutto estraneo. “Non lo so, mi pare molto strano. Non le ho davvero mai sentito fare il suo nome”.
Ancora più netto è il suo ricordo quando si parla della gestione professionale della Carrà. Secondo Magalli, nel corso degli anni la figura di riferimento accanto alla conduttrice è sempre stata una sola. “Di manager di Raffaella ne ho sempre e solo conosciuto uno”. Il riferimento è ad Angelo Perrone, persona che, a suo dire, è stata costantemente al fianco della star. “Per tutti, al suo fianco, c’era solo lui”.


Uno dei punti più delicati della vicenda riguarda poi l’ipotesi di un’adozione, elemento che secondo Magalli renderebbe ancora più difficile credere alle ricostruzioni emerse di recente. “Questa poi è la cosa che mi stupisce di più”. L’autore spiega il motivo del suo scetticismo ricordando quanto sia complesso un percorso di questo tipo. “Adottare un figlio è un’impresa. Complicata, burocratica, costosa. E non ce la vedo, Raffaella”. Secondo il suo ricordo, per molti anni si è sempre ritenuto che gli eredi naturali della Carrà potessero essere i figli di Renzo, suo storico compagno. Una convinzione diffusa tra le persone che hanno frequentato l’artista e che conoscevano da vicino la sua vita privata.
Infine Magalli ha commentato anche uno degli aspetti più curiosi della questione legata all’eredità: la casa romana della conduttrice. Si tratta di una proprietà particolare, composta da quattro appartamenti uniti in un’unica grande abitazione. Una soluzione abitativa che, proprio per la sua struttura, risulterebbe difficile da vendere sul mercato immobiliare. Con una battuta che riassume il tono surreale dell’intera vicenda, Magalli ha commentato così la situazione: “È come abitare su un Frecciarossa”. Una metafora che sembra descrivere bene anche il clima di incertezza che continua ad avvolgere il caso.


