Da diverse ore il nome della vip italiana è al centro di un caso che ha infiammato i social. Tutto è partito da un vlog pubblicato su YouTube, nel quale la giovane influencer aveva raccontato con tono leggero alcuni momenti del suo recente viaggio negli Stati Uniti. Tra i vari spezzoni, però, ce n’era uno che non è passato inosservato: quello in cui mostrava di aver utilizzato agli Universal Studios di Orlando un “disability pass”, il servizio riservato ai visitatori con disabilità che consente di accedere più rapidamente alle attrazioni, evitando le code.
Il dettaglio, inizialmente condiviso con ironia, è bastato a scatenare una valanga di critiche. Il video, dopo alcuni giorni, è stato rimosso, ma ormai era già diventato virale. Nei commenti su Instagram, decine di utenti hanno espresso sdegno per quella che hanno percepito come una mancanza di rispetto. “Con tutto il rispetto, ma con il discorso del pass mi sei scesa. Ti credo più intelligente – scrive un fan -. Questa è l’ennesima dimostrazione che pur di divertirsi si fa la qualsiasi. Non condanno nessuno, ma è stato fatto tutto con il telefono in mano e con una nonchalance rendendo la cosa ‘normale’. Eliminando la parte del video dopo 10 giorni non cambia niente perché lo abbiamo visto. Sei un personaggio pubblico e devi stare attenta il triplo a quello che pubblichi. Ti parlo da persona con disabilità”.
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La giovane vip nella bufera: “Pass disabili per saltare la fila”
Sotto il peso delle polemiche, Camilla De Pandis, tiktoker milanese nata nel 2005 e seguita da centinaia di migliaia di utenti tra TikTok, YouTube e Instagram, ha deciso di intervenire direttamente, rispondendo ai commenti e provando a chiarire la propria posizione. “Ho risposto ad altri commenti scusandomi. Nessuno ha mai preso in giro i bambini down o con disabilità. La bravata è stata fatta con lo scopo del flash pass, comunque sbagliato e motivo per cui mi sono scusata e ho tolto quella parte dal vlog, ma le accuse che mi sono state fatte sono molto gravi e inventate”, ha scritto De Pandis, che nel frattempo ha limitato i commenti sotto al suo ultimo post.

La tiktoker ha poi aggiunto un’altra spiegazione, riportata dal portale Webboh: “Ragazzi non ho preso in giro nessuno! Abbiamo sbagliato a fare il pass per saltare la fila e lo ammetto, mi dispiace. Ma di certo non ho preso in giro i bambini down anche perché non c’è un nesso logico e nessuno ha nominato ‘disabilità’ per prendere in giro, è stato con immaturità, presi dal momento e sono dispiaciuta di questo. Infatti ho rimosso quella parte per evitare di normalizzare una cosa sbagliata”.

Nelle sue parole si percepisce la volontà di correggere un gesto superficiale, ma anche l’amarezza per le accuse ricevute. “Però non trovo nemmeno giusto mettermi parole in bocca mai utilizzate, chiedo scusa se è passata come presa in giro perché assolutamente non era quello. Io sono sempre stata a contatto in prima persona con persone con diverse disabilità – ha spiegato ancora -. Non avrei nessun motivo di prendere in giro qualcuno, il tutto era unicamente collegato al ‘saltare la fila’, il che non è comunque giustificabile, ma nemmeno comparabile a prendere in giro qualcuno”.
Nonostante le scuse, la bufera non sembra destinata a placarsi. Sui social si moltiplicano i commenti indignati e le riflessioni sul ruolo dei creator, soprattutto quando si tratta di esempi dati a un pubblico molto giovane. Resta poi un interrogativo non secondario: come sia stato possibile per la tiktoker ottenere un “disability pass” agli Universal Studios e quali controlli siano stati effettuati prima di concederlo. Una vicenda che, ancora una volta, riaccende il dibattito sulla responsabilità dei nuovi volti del web e sulla sottile linea che separa l’ironia dall’offesa.


