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Federica Pellegrini, l’annuncio sul parto: “Dopo il primo faccio così…”

  • Gossip
Pellegrini Parto

Dalla piscina ai riflettori mediatici, passando per la vita familiare, Federica Pellegrini torna a raccontarsi in un’intervista a La Stampa, offrendo uno sguardo lucido e diretto su carriera, maternità e percezione del successo femminile. L’ex campionessa, oggi allenatrice e imprenditrice, affronta senza filtri un tema che la tocca da vicino: il giudizio costante sulle donne, anche quando raggiungono risultati straordinari.

Nel corso dell’intervista, Pellegrini mette in evidenza una disparità ancora radicata. “La stessa opinione, espressa da un uomo, è accolta in maniera diversa: se parla una donna risulta meno perdonabile. Inoltre c’è sempre questa tendenza a mettere la donna in una categoria precisa: ‘è vincente ma’ e questo ‘ma’ può essere ‘ma è stronza’, ‘ma è mamma’, ‘ma non è mamma’, ‘ma non mi piace’. Una campionessa deve sempre avere qualcosa che non va: non può essere vincente e basta. La stessa polemica nata intorno a Francesca Lollobrigida, durante le Olimpiadi invernali, dimostra che c’è ancora da lavorare perché c’è tanto rumore per nulla. Dopo la vittoria qualunque mamma, come Francesca, sarebbe corsa dal figlio ad abbracciarlo e non lo avrebbe più lasciato andare”.

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Federica Pellegrini, arriva il suo annuncio sul parto

Un’analisi che intreccia esperienza personale e osservazione del mondo sportivo, evidenziando quanto il percorso delle donne sia ancora accompagnato da aspettative e pregiudizi. Il discorso si allarga poi al rapporto con il gossip, che per anni ha accompagnato la sua vita privata.

Pellegrini non lo nega, anzi lo riconosce come parte del suo percorso: “Ho messo un punto dopo la mia penultima relazione. Da quando è nata a quando è morta, è stato un continuo lancio di agenzia. Anche noi, indirettamente, volevamo che fosse così, perché poi entri in un circolo vizioso, e ammetto che il gossip mi ha aiutato a uscire dal mio sport. Ma ora anche basta, grazie”. Una presa di distanza netta, che segna una nuova fase più riservata.

Pellegrini Parto

È proprio nella seconda metà del racconto che emerge il lato più personale e attuale della sua vita. Lontana dalle competizioni, Pellegrini ha riscoperto il piacere delle piccole libertà quotidiane e nuove sfide, come la partecipazione a Ballando con le stelle. Parallelamente, insieme al marito Matteo Giunta, si dedica alla formazione dei giovani atleti, cercando di trasmettere non solo disciplina ma anche equilibrio emotivo. “Alleggerirsi il più possibile dal peso delle aspettative, proprie e altrui. Il nuoto richiede moltissimo dal punto di vista mentale e fisico, ma con le nuove generazioni è importante avere un approccio rigido ma anche empatico. Per questo li alleno insieme a Matteo: io sono il sergente cattivo, lui quello buono”.

Il tema della famiglia diventa centrale anche guardando al futuro. Con Giunta si confronta spesso sul percorso delle figlie, anche in relazione al nuoto. “Anche se a battuta, il tema è stato sollevato in casa. Matteo, ridendo, ha ammesso che gli scoccerebbe un pochino vedere sua figlia seguita da altri. Vedremo cosa deciderà. Io sicuramente non lo farò: vengo da una scuola di coach molto rigidi. Ad alti livelli il rigore è massimo e io non riuscirei ad avere tale severità con mia figlia”. Parole che raccontano una consapevolezza maturata nel tempo, tra esperienza sportiva e ruolo genitoriale.

Ma è l’attesa della seconda figlia a segnare il momento più intenso. La nascita è prevista ad aprile e, questa volta, Pellegrini ha scelto un percorso diverso: “Abbiamo programmato il cesareo: il primo parto è stato molto travagliato e ha lasciato un segno, tanto che questa gravidanza non era prevista così a stretto giro. Se per avere Matilde avevamo calcolato pure gli astri del cielo, qui al contrario cercavamo di stare attenti. Che dire? Cerco di viverla in completa incoscienza, perché se solo penso che dovrò gestire due bambine piccole”.

A chiudere il racconto, una nota leggera che restituisce il lato più quotidiano della sua vita. “So già che andrà esattamente come con Matilde: la sua prima parola è stata ‘Bau’. Abbiamo quattro cani, io e Matteo siamo in netta minoranza. Non c’è partita”. Un sorriso che accompagna una fase nuova, lontana dalle corsie olimpiche ma altrettanto intensa, dove la sfida non è più il cronometro, ma l’equilibrio tra carriera, famiglia e identità personale.


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