Un pomeriggio che sembra sospeso nel tempo, tra lacrime, ricordi e applausi inaspettati. In una Roma avvolta dall’emozione, qualcosa ha sorpreso tutti fuori dalla chiesa dei Santi Angeli Custodi. Ma non è stato solo il dolore a lasciare il segno: un dettaglio ha acceso una discussione che continua ancora adesso sui social.
Lunedì 10 novembre, il quartiere Montesacro si è fermato per dare l’ultimo saluto al Maestro Peppe Vessicchio, figura amatissima della musica italiana e volto storico del Festival di Sanremo. Un addio carico di rispetto, ma anche di polemiche inaspettate che hanno diviso il web e i presenti.
La famiglia aveva scelto una cerimonia intima, lontana dai riflettori, ma la voce si è sparsa rapidamente. Decine di persone, fan e colleghi, si sono radunati in piazza, unite da una commozione palpabile. Solo il suono degli applausi ha rotto il silenzio al passaggio del feretro, un gesto spontaneo e sincero.
Proprio su quella scalinata, però, due corone di fiori imponenti hanno attirato tutti gli sguardi: una portava la firma di Maria De Filippi, l’altra quella della redazione di Amici. Un omaggio che avrebbe dovuto essere discreto, ma che invece ha scatenato un vero e proprio dibattito.

Se per molti quelle corone erano solo un modo per salutare un grande Maestro, per altri sono sembrate eccessive. Sui social i commenti non si sono fatti attendere: “Una cafonata”, scrive qualcuno, mentre altri difendono il gesto come un atto sincero di riconoscenza. Le parole girano veloci: “Troppo appariscente, non era il caso”, ribadisce un utente, mentre un altro controbatte: “Solo chi non conosceva il rapporto tra Vessicchio e Maria può giudicare”.
Nonostante le polemiche, prevale l’emozione. In chiesa, volti noti e amici si stringono nel dolore. La riservatezza chiesta dalla famiglia è stata rispettata quasi da tutti: poche telecamere, molti abbracci e un silenzio che pesa più di mille parole.

Tra i banchi della chiesa si riconoscono Lorella Cuccarini insieme al marito Silvio Testi, Rudy Zerbi, Valerio Scanu – che proprio con Vessicchio ha vinto Sanremo nel 2010 – Fiorella Mannoia, Rossella Brescia, Enrico Melozzi e i coreografi Veronica e Giuliano Peparini. Tutti lasciano un pensiero sul libro delle firme, un piccolo gesto per fissare nel tempo la gratitudine e l’affetto.
Il momento più toccante arriva quando la figlia Alessia prende la parola davanti a tutti: “Mio padre non era solo nostro, era di tutti”. Una frase che racchiude la vera essenza di Vessicchio: un uomo capace di entrare nei cuori senza clamore, solo con la sua musica e il suo sorriso.

Montesacro, il luogo dove il Maestro era ormai di casa, non ha saputo trattenere l’emozione. Sui muri del quartiere, un manifesto spicca tra gli altri: “Ciao Maestro. Montesacro”. Residenti di ogni età sono passati davanti alla chiesa, chi per lasciare un fiore, chi solo per fermarsi in silenzio a salutare un uomo che sentivano vicino.
Il presidente della III Municipalità ha voluto dedicargli un pensiero speciale: “Che grande dispiacere la notizia della tua improvvisa scomparsa. Incontrarti nei caffè di Montesacro o a passeggio per Viale Adriatico era un regalo inaspettato che allietava la giornata. Montesacro sarà più triste senza la tua presenza discreta e rassicurante”.

Oggi Roma perde uno dei suoi protagonisti più amati, ma resta la forza di un esempio: quello di chi, con semplicità e passione, ha saputo lasciare un segno indelebile nella storia della musica e della televisione. Il nome di Peppe Vessicchio continuerà a vivere, nota dopo nota, nel ricordo di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare il suo cammino.
Perché, in fondo, il Maestro era davvero “di tutti”. E la sua musica, come il suo stile, continuerà a unirci – anche tra una polemica e l’altra, come solo le vere leggende sanno fare.


