Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Lidi balneari, dopo la sentenza della Corte europea “30mila posti di lavoro a rischio”

 

I balneari non ci stanno. Dopo la sentenza con cui la Corte di giustizia europea ha dichiarato illegittima la proroga automatica decisa dall’Italia per le concessioni demaniali marittime e lacustri fino al 31 dicembre 2020, gli operatori del settore alzano la voce. E vogliono far sentire a tutti le loro ragioni. Sostanzialmente sono a rischio 30mila piccole imprese e un indotto da un milione di posti di lavoro. “Il governo ha giustamente dato battaglia per la difesa dell’Ilva di Taranto, ma per gli stabilimenti balneari non ha mosso un dito” dice sconsolato Fabrizio Licordari, presidente nazionale di Assobalneari.

“È necessario incalzare con convinzione e determinazione l’Europa – ha spiegato Licordari -, anche alla luce dei mutati equilibri politici europei, chiedendo una proroga per le attuali concessioni di 30 anni, alzando il livello della trattativa”. Da parte sua Assobalneari Italia sottolinea come il regolamento attuativo della Ley de Costas in Spagna evidenzi la disparità di trattamento riservato all’Italia, “solo noi non riusciamo a tutelare i nostri interessi. Nel 2007 il Portogallo ha introdotto il diritto di preferenza per il concessionario uscente”. Come a dire che Lisbona e Madrid hanno legiferato con l’unico obiettivo di tutelare le proprie imprese ottenendo l’ok da Bruxelles nell’interesse della propria economia.

(Continua a leggere dopo la foto)


{loadposition intext}

La difesa del Governo è stata affidata alle parole del ministro per gli Affari regionali Enrico Costa: “Il governo ha lavorato intensamente in questi mesi per predisporre le basi e i principi di riordino dell’intera materia. Dovranno essere tutelati gli investimenti e valorizzate esperienza e professionalità di coloro che rappresentano le colonne portanti del turismo balneare del nostro Paese”.

Insomma pare che il Governo stia cercando di ricucire lo strappo che si aperto con Bruxelles nel 2006 con la direttiva Bolkestein che prevede l’apertura della libera concorrenza ai “servizi su suolo pubblico”. Dal gennaio 2010, e cioè da quando la norma è entrata in vigore in Italia, i balneari sono sul piede di guerra: “Noi siamo concessionario di un bene, non di un servizio come può essere la linea di un traghetto. La direttiva quindi non si dovrebbe applicare agli stabilimenti” prosegue Licordari.

“I nostri rappresentanti – chiude il presidente di Assobalneari – devono porre la questione delle concessioni nella sua dirompente importanza economica, legata ai posti di lavoro, all’economia connessa anche con l’indotto per il turismo. Proprio come hanno fatto Spagna e Portogallo che sugli stessi temi non sono mai stati sanzionati”.

Spiagge, cambia tutto. Ecco perché rischiamo di vedere stravolti i luoghi delle nostre vacanze al mare


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure