Non basterà l’approvazione dell’Ue a far coltivare in tutta Europa gli organismi geneticamente modificati. Gli Stati membri che sono contrari avranno la possibilità di limitarli o vietarli, mentre quelli favorevoli, grazie all’ok di Bruxelles, potranno introdurli più velocemente. È la mediazione trovata da una direttiva approvata oggi a Strasburgo dall’Europarlamento, dopo un non facile confronto con la commissione europea e il consiglio Ue. I divieti potranno scattare per una lunga serie di ragioni, ad esempio legate a considerazioni socio-economiche, di politica agricola o ambientale, di interesse pubblico, di pianificazione urbana o territoriale o anche per evitare la contaminazione di altri prodotti. (continua dopo la foto)

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L’Italia, tradizionalmente contraria alle coltivazioni transgeniche, esulta per la direttiva. Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, commenta: “È un successo del semestre di presidenza, non era scontato che finisse così. L’Italia fa bene a lavorare oltre il tema ‘Ogm si – ogm No’, confermando la non coltivazione perchè il nostro modello agroalimentare ha bisogno di posizionarsi sulla distintività”. Ad oggi nell’Ue solo la Spagna coltiva un ogm, il mais Monsanto 810, su una superficie considerevole: 116 mila ettari. Lo stesso cereale geneticamente modificato è presente, ma in coltivazioni molto più piccole, in Portogallo (9 mila ettari), Romania (217 ettari) e Slovacchia (189 ettari).


