
LONGEVITÀ. Nel piatto i segreti dell’active ageing (invecchiamento attivo). I ricercatori sono al lavoro in un ampio progetto europeo contro fragilità dell’anziano e sarcopenia: esercizio fisico, intervento nutrizionale personalizzato e l’utilizzo di specifiche soluzioni tecnologiche sono il mix per contrastarle con successo. Una ricerca della Facoltà di Medicina della Cattolica evidenzia che 1 anziano su 3 si alimenta male e mangia anche cibo scaduto: da qui l’importanza di programmi di educazione alimentare per tutte le età. “Le carenze nutrizionali e una non corretta alimentazione associate a una ridotta attività fisica – spiega Francesco Landi, del Dipartimento di Geriatria, neuroscienze e ortopedia del Gemelli – possono essere la causa dell’insorgenza di fragilità fisica e cognitiva durante l’invecchiamento”. Coinvolgendo circa 200 ‘over 65’ (età media 74 anni), allo scopo di studiare se fattori economici, etici, socio-culturali influenzino il rischio di un’alimentazione non sicura, sia dal punto di vista nutrizionale che igienico-sanitario, “è emerso che gli anziani ricevono informazioni su una corretta alimentazione principalmente da tv, giornali e internet (30%) e da professionisti sanitari (34,8%), quali dietologi e nutrizionisti. Solo il 15,4% si rivolge al medico di famiglia”.
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