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Dimmi come mangi la pizza e ti dirò chi sei. Con le mani, con coltello e forchetta… Ecco il test che svela di che pasta siamo fatti…

  • Cucina

 

Tutti pazzi per la pizza. Ognuno di noi ha un suo stile per ”affrontarla”: con coltello e forchetta, oppure con le mani, a spicchi, o ”a tasca”. Ora un curioso gioco cerca di capire di che pasta siamo fatti, proprio studiando come gestiamo una Margherita o una Quattro Stagioni. Il sito melarossa.it, portale di alimentazione e diete personalizzate a cura della S.I.S.A., la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, ha studiato il modo in cui ”trattiamo” la pizza che denota una particolarità del nostro carattere o della nostra personalità: da chi cerca di vivere senza stress a chi è molto scrupoloso, passando per chi non perde tempo in fronzoli a chi si concentra su una cosa per volta e non apprezza le sorprese.

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LA MANGI CON LE MANI – Tagliata a spicchi, la afferri per il bordo e la divori senza troppo preoccuparti di quello che si sparge in giro. È il modo più pratico e veloce, tipico di chi ama il relax. Di solito non giudichi con severità te stesso e gli altri; ti lasci portare dagli eventi e cerchi soprattutto di vivere senza stress e in santa pace.

CON LE MANI, PIEGATA A TASCA – È una variante di quanto detto sopra. Ripieghi la pizza con le mani prima di metterla in bocca e in questo modo “non ti sfugge nulla”. È lo stile di una persona davvero pratica, che non perde tempo in fronzoli. Sei un tipo che mangia per vivere e non viceversa, e per te il cibo non è una priorità… Attenzione però: a volte non sai cosa ti perdi…

CON COLETELLO E FORCHETTA – Composto e corretto, secondo i canoni della buona educazione, anche davanti alla più golosa variante di pizza: sei un tipo molto scrupoloso e ordinato, per te contano al massimo grado ordine e pulizia. Ti piace concentrarti su una cosa per volta, non apprezzi le sorprese, anche a costo di sentirti dire che sei un po’ ”scontato”.

IL CHIRURGO DELLA PIZZA – È la variante estrema del caso precedente: qui il coltello diventa uno strumento virtuosistico, come il bisturi del chirurgo. Smanetti come un pazzo per tagliare giuste proporzioni, per la forchetta e la bocca, o per tagliare i bordi e rimuovere tutti i pezzettini bruciacchiati, distribuendo bene la mozzarella su ogni boccone. Tutto questo dice che hai un pizzico di istinto del martire e, prima di regalarti un intenso piacere, va bene anche soffrire un po’.

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