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Principe George, le nuove regole stringenti. Ma anche privilegi

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Principe George

A Pasqua si è mostrato sorridente accanto ai genitori e ai fratelli, ma questa volta l’attenzione non si è concentrata solo sull’immagine familiare. Il protagonista silenzioso è stato il principe George, sempre più vicino a un passaggio decisivo della sua crescita. Accanto a Kate Middleton, il giovane erede appare ormai quasi della stessa altezza: un segnale evidente di un cambiamento che non riguarda solo l’aspetto fisico, ma anche il ruolo che lo attende.

Con l’avvicinarsi dei 13 anni, infatti, per il primogenito di Prince William iniziano a entrare in vigore le prime regole non scritte ma rigidissime della monarchia britannica. La più significativa è già scattata: superata una certa età, non potrà più viaggiare sullo stesso aereo del padre. Una misura di sicurezza pensata per tutelare la linea di successione in caso di incidente, già applicata in passato allo stesso William quando, nel 1994, fu separato nei voli dall’allora principe King Charles III. Una consuetudine che potrebbe mettere alla prova anche una famiglia nota per la sua compattezza.

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Principe George, cosa non potrà più fare ora che non è più un bambino

Il cambiamento non si ferma qui. A luglio George lascerà la Lambrook School, dove ha studiato insieme ai fratelli, per iniziare un nuovo percorso educativo. Secondo quanto riportato dal Mail on Sunday, l’approdo all’Eton College sarebbe ormai imminente, con strutture già in fase di adeguamento per garantire sicurezza e riservatezza. Da settembre, il giovane principe vivrà stabilmente lontano da casa, segnando un ulteriore passo verso l’autonomia, ma anche verso il suo destino istituzionale.

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Parallelamente, emergono anche le restrizioni più quotidiane. In un’intervista, William ha chiarito: “I nostri figli non hanno telefoni”. Una scelta destinata forse a cambiare con l’ingresso nella scuola secondaria, ma comunque sotto stretto controllo. Nessun accesso libero ai social, nessun account personale pubblico e nemmeno la possibilità di firmare autografi, per evitare rischi di falsificazione. Una regola che la stessa Kate ha spiegato pubblicamente durante un evento, ribadendo quanto la vita reale imponga limiti anche nei gesti più semplici.

Ma è nella seconda metà di questo percorso che si rivela la portata più ampia delle regole che attendono George. Dall’alimentazione – con il divieto di molluschi e piatti considerati a rischio – fino alle abitudini di viaggio, come l’obbligo di avere sempre con sé un abito nero per eventuali lutti improvvisi, ogni dettaglio è regolato. Tradizioni nate anche da episodi storici, come quello del 1952 che coinvolse Queen Elizabeth II. E poi ci sono curiosità diventate leggenda, come il divieto del gioco Monopoly nelle residenze reali, perché renderebbe i membri della famiglia “troppo feroci”.

Le restrizioni si estendono anche alla sfera pubblica e personale. George non potrà esprimere opinioni politiche, né votare o candidarsi, nel rispetto della neutralità imposta alla Corona. Anche il futuro professionale appare già tracciato, con l’aspettativa di un servizio militare e di un impegno istituzionale costante. Persino il matrimonio sarà soggetto all’approvazione del sovrano, secondo regole che riguardano i primi sei nella linea di successione.

Eppure, a questo sistema di vincoli si affiancano privilegi unici al mondo. Quando un giorno salirà al trono, George potrà viaggiare senza passaporto, guidare senza patente e beneficiare della cosiddetta immunità sovrana. Diventerà simbolicamente proprietario di animali come cigni, balene e delfini nelle acque del Regno e potrà celebrare il compleanno due volte, secondo la tradizione del Trooping the Colour. Ogni mattina, inoltre, sarà svegliato dal suono del “Piper to the Sovereign”, una figura storica della corte.

Per ora, però, la priorità di William e Kate resta un’altra: garantire al figlio un’infanzia il più possibile normale. Come raccontato dal biografo Robert Lacey, a George è stato spiegato il suo destino già a sette anni, ma in modo graduale e protetto. La vera sfida, da qui in avanti, sarà proprio questa: trovare un equilibrio tra la vita di un adolescente e il peso crescente di un futuro già scritto.


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