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“Tu…”. Re Carlo per strada e polizia costretta a intervenire dopo quelle urla

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La visita pubblica di re Carlo III e della regina Camilla nel villaggio di Dedham, nell’Essex, si è trasformata in un momento di forte tensione, rompendo il rituale consueto di saluti e strette di mano. Tra la folla radunata lungo le transenne, infatti, non sono mancati richiami diretti al sovrano sullo scandalo sessuale che coinvolge un componente della Royal Family, emerso con rinnovata forza dopo le ultime rivelazioni contenute nei file Usa legati al defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein.

Mentre il re si avvicinava ai sudditi, un uomo ha alzato la voce ponendo una domanda netta e pubblica: “Carlo, hai sollecitato la polizia ad avviare un’indagine?”. Il sovrano non ha risposto e ha proseguito la visita senza fermarsi. Poco dopo, alcuni agenti di polizia si sono avvicinati all’uomo che aveva contestato il re, accompagnandolo lontano dalle transenne, senza ulteriori incidenti.

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Re Carlo


Re Carlo contestato da un uomo durante una visita: “Cosa nascondi?”

Non si è trattato, tuttavia, dell’unico episodio imbarazzante della giornata. In precedenza, una donna che sembrava essere una giornalista aveva rivolto a Carlo III una domanda sempre legata allo scandalo Epstein. Anche in quel caso, il re aveva scelto la linea del silenzio, ignorando il quesito e continuando il percorso ufficiale accanto alla regina Camilla. Un comportamento che rispecchia la strategia adottata dalla famiglia reale britannica di fronte alle rivelazioni sempre più vergognose che continuano a emergere sul conto dell’ex principe Andrea, ovvero il fratello del re.

Re Carlo

Una rara eccezione a questo muro di silenzio era arrivata però nei giorni scorsi, seppur in un contesto completamente diverso. Il principe Edoardo, parlando al World Governments Summit di Dubai, aveva rotto la consegna del riserbo con parole misurate ma significative. “Necessario ricordare le vittime”, aveva dichiarato il duca di Edimburgo, aggiungendo subito dopo che “sono state moltissime”. Un intervento che, pur senza citare direttamente Andrea, aveva richiamato l’attenzione sulle conseguenze umane dello scandalo.

Nel frattempo, per il principe Andrea le difficoltà continuano ad accumularsi anche sul piano pratico e simbolico. L’ex duca di York, che ha lasciato frettolosamente la Royal Lodge all’inizio della settimana, dovrà ora richiedere un permesso speciale se vorrà rientrare nella residenza per recuperare i suoi effetti personali. Secondo quanto riportato, non potrà farlo liberamente: dovrà presentare una richiesta ufficiale e fissare un appuntamento. A questo si aggiunge un’ulteriore umiliazione, rappresentata dal trasferimento a Sandringham, dove parte della servitù si rifiuterebbe di assisterlo, segnando in modo evidente la sua caduta in disgrazia.

La pubblicazione dei nuovi file sul finanziere pedofilo, morto suicida in carcere, ha riportato alla luce l’inquietante coinvolgimento di Andrea e dell’ex moglie Sarah Ferguson, alimentando il pressing del sovrano affinché il fratello lasciasse immediatamente la tenuta di 30 stanze nel cuore del parco di Windsor, abbandonando molti dei suoi beni. Fonti citate dal Mirror raccontano un clima ormai irreversibile. Una fonte vicina ha dichiarato: “È l’ultima di una lunga serie di umiliazioni nei suoi confronti. Il re non ha trovato per niente divertente il fatto che suo fratello fosse stato visto a cavallo a Windsor e in giro per la tenuta, salutando i passanti, mentre lo scandalo Epstein si stava intensificando negli ultimi giorni. Andrew ha lasciato molti beni, quindi dovrà tornare a riprenderli, ma potrà farlo solo su appuntamento”. Un quadro che restituisce l’immagine di una monarchia sotto pressione, costretta a gestire pubblicamente una delle crisi più delicate degli ultimi anni.


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