Il mondo della moda saluta uno dei suoi nomi più assoluti, una figura che per oltre mezzo secolo ha incarnato un’idea precisa e riconoscibile di eleganza. Valentino Garavani è morto all’età di 93 anni, lasciando un vuoto che va ben oltre i confini delle passerelle. La notizia è stata diffusa dalla Fondazione che porta il suo nome insieme a quello del compagno di una vita, Giancarlo Giammetti, che in una nota ha chiarito come lo stilista “Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari”. Un commiato intimo per un uomo che ha vestito regine, dive e generazioni intere di donne.
Roma, la città che lo aveva visto nascere professionalmente, si prepara ora a rendergli omaggio. La camera ardente sarà allestita presso PM23, in Piazza Mignanelli 23, nelle giornate di mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle 11:00 alle 18:00. L’ultimo saluto si terrà venerdì 23 gennaio, alle 11, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica 8. Un percorso solenne, nel cuore della Capitale, che accompagna l’uscita di scena di un protagonista riconosciuto e celebrato in tutto il mondo.
Addio a Valentino, l’Italia perde l’ultimo leone della moda

Morte Valentino, la clamorosa gaffe del quotidiano portoghese
Tutti sanno chi fosse Valentino e tutti conoscono il peso che le sue creazioni hanno avuto nel costume e nell’immaginario collettivo. Il suo pensiero creativo, in fondo, era racchiuso in una frase tanto semplice quanto definitiva: “Cosa desiderano le donne? Essere belle”. Da questa convinzione nacque una visione coerente e fortissima, che prese forma nel 1959 con la fondazione della maison a Roma e che lo accompagnò fino al 2007, anno del ritiro dalle scene. In mezzo, decenni di sfilate memorabili, di un rosso diventato leggenda e di un’estetica che ha attraversato epoche senza mai sembrare fuori posto.

La scomparsa dello stilista ha immediatamente fatto il giro del pianeta, rimbalzando sui principali media internazionali. Ed è proprio in questo flusso globale di notizie che si è consumata una gaffe diventata virale. In Portogallo, uno dei più importanti magazine d’informazione, L’Expresso, nel dare la notizia della morte di Valentino ha accompagnato l’articolo con una foto sbagliata. Al posto dello stilista, è comparsa l’immagine di Dario Ballantini nei panni del Valentino da lui interpretato anni fa a Striscia la Notizia.


L’errore non è passato inosservato e ha innescato una reazione ironica sui social. “Chi glielo dice che questo è il Valentino di Striscia la Notizia?”, ha scritto Selvaggia Lucarelli, cogliendo l’assurdità della situazione. Poco dopo è arrivata anche la conferma ufficiale della trasmissione satirica: “Confermiamo! Siamo noi con Dario Ballatini”. Un cortocircuito mediatico che, paradossalmente, ha riportato al centro dell’attenzione un lato meno ingessato e più popolare del mito Valentino.
Dario Ballantini non ha commentato direttamente la svista del magazine portoghese, ma ha voluto comunque dedicare un pensiero allo stilista scomparso, ricordando il legame particolare nato attraverso quella maschera televisiva. “Addio al grande Valentino. In qualche modo siamo stati anche compagni di viaggio, incrociando strade, sguardi, momenti che restano. Spero di aver contribuito a rendere pubblico anche il tuo lato più ironico, quello che conviveva con la grandezza della tua arte. Onore a te, al tuo talento e a tutto ciò che hai lasciato. Grazie”, ha scritto su Instagram. Parole che chiudono idealmente il cerchio, restituendo l’immagine di un maestro capace di essere icona assoluta e, allo stesso tempo, personaggio umano e riconoscibile.


