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“Perché Louis non era a Wimbledon”. La ragione ufficiale dalla Royal Family e il caso

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principino louis assente wimbledon

Ah, the royal mystery of the weekend! Dov’è finito il piccolo principe Louis? Mentre mamma Kate e papà William presenziavano impeccabili alla finale maschile di Wimbledon insieme ai più composti George e Charlotte, del terzogenito di casa Windsor nessuna traccia. E se ve lo stavate chiedendo anche voi: no, non stava cercando di scalare il Centre Court per un’entrata teatrale.

Kensington Palace, sempre molto attento alle dinamiche familiari, aveva annunciato con sobrietà la presenza dei Principi di Galles. Ma il fatto che con loro ci fossero anche i due rampolli più grandi è stato accolto come una “sorpresa” – traduzione britannica di “non ce lo aspettavamo ma l’etichetta lo permette, quindi avanti tutta con i saluti regali”.

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Dove è finito Louis? Il motivo ufficiale e quello vero sull’assenza del principino

Nel frattempo, sul campo, l’italiano Jannik Sinner faceva la storia battendo Carlos Alcaraz in quattro set (4-6, 6-4, 6-4, 6-4), ma il vero giallo era fuori dal campo: dov’era Louis? La risposta ufficiale – se così possiamo chiamarla – è arrivata da People: a 7 anni, pare sia “ancora troppo giovane per un evento simile”. Non che questo abbia impedito a Sua Altezza di partecipare, negli ultimi tempi, a occasioni decisamente più sostenute, come il Giubileo di Platino della Regina Elisabetta (dove ha fatto il suo debutto tra smorfie memorabili e urletti di gioia), o l’incoronazione di nonno Carlo, dove ha retto con discreto aplomb una cerimonia lunga quanto una stagione intera di The Crown.

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E allora perché sottrarlo a Wimbledon, evento elegante sì, ma di certo meno cerimonioso di una parata militare o di un incoronazione reale? Forse, solo forse, il team PR di casa Windsor ha deciso che tre ore e rotti di tennis e protocollo non erano il terreno ideale per le famose buffe movenze del principino.

Al Trooping the Colour di giugno, Louis aveva già rubato la scena con sorrisi da manuale e saluti da esperto PR in erba. Ma va detto che Kate, impeccabile anche con cappello e pazienza d’acciaio, era stata costretta più volte a richiamarlo con lo sguardo che ogni genitore conosce bene: quello che dice “se non ti siedi ora, ti spedisco alla Torre”.

Insomma, forse la scelta è stata semplice: meglio lasciarlo libero di saltare sul divano reale davanti alla TV piuttosto che rischiare uno show parallelo sugli spalti di Wimbledon. Anche perché – sia detto con tutto il rispetto per il suo titolo di quarto in linea di successione al tronoLouis resta, prima di tutto, un bambino. E i bambini, si sa, preferiscono i gelati alle finali di tennis.

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