Coronavirus, nuovo focolaio a Bologna. La notizia che ha riguardato i casi di positività del polo logistico della Bartolini aveva già messo in allarme; di oggi la notizia di un nuovo focolaio nel capoluogo emiliano, scoperto alla Tnt. A diffondere la notizia l’edizione locale di Repubblica. Il focolaio è stato scoperto grazie al tracciamento dei contatti dopo che due lavoratori erano risultati positivi.
L’azienda è stata interpellata dalla testata e così si è espressa: “All’esito dei tamponi effettuati dall’Asl tra alcuni dei lavoratori ci sono stati riferiti, al momento, 18 casi di positività al contagio, tutti riguardanti soggetti asintomatici. I test sugli altri lavoratori del sito sono ancora in corso”. Campagna di tamponi su 220 lavoratori indetta dalla Ausl di Bologna. (Continua a leggere dopo la foto).

E proprio nella giornata di ieri, il virologo Andrea Crisanti si era espresso sullo scenario attuale e anche su quello che potrebbe riguardarci con l’inizio della stagione autunnale: “Lo scenario di oggi era prevedibile. Il problema sarà in autunno e in inverno: considerando la dinamica della pandemia e guardando cos’è successo, pensare che siamo in una bolla è utopico. Avremo molti più casi con dimensioni più importanti”. (Continua a leggere dopo la foto).
L’intervento del virologo, in collegamento con la Fondazione Città della Speranza, ha delineato un quadro esaustivo: “Più intercettiamo tempestivamente i focolai meno disperdiamo risorse, non bisogna arrivare al punto in cui ci sono troppi cluster e poche risorse a disposizione, perché a quel punto il sistema può collassare e il cluster sfugge di mano. La tempestività diventa capacità operativa, perché prima circoscrivi il focolaio e meno è probabile che germini da un’altra parte: quando ne hai tanti, come probabilmente succederà in autunno e inverno, la chiave sarà questa. Sarà una specie di rincorsa per evitare che i focolai dilaghino”. (Continua a leggere dopo la foto).

Necessario, dunque, intercettare tempestivamente i focolai e porsi, rispetto alla diffusione del virus, in condizione di garantire tempestività, che per il virologo Crisanti, andrebbe a sottolineare anche una “capacità operativa” atta a scansare il peggio. L’Italia torna a non abbassare la guardia e alzare le difese che potrebbero impedire ai focolai di diffondersi nuovamente a macchia d’olio.
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