Il “Rapid Test COVID-19”, test per l’autodiagnosi del contagio dal nuovo Coronavirus, non è attendibile. Per questo motivo sulla vendita di questo prodotto è intervenuta l’Antitrust, che il 22 marzo ha avviato un procedimento istruttorio e, con la collaborazione della Guardia di Finanza, Nucleo Speciale Antitrust, ha disposto in via cautelare l’oscuramento del sito TestCovid19.it.
Il test presenterebbe almeno tre vantaggi rispetto al tampone: è più veloce e facile da usare, è affidabile e soprattutto può essere acquistato da qualsiasi cittadino, senza dover essere fornito dalle autorità sanitarie. Ma questo sistema non risulta attendibile e pertanto il Ministero della Sanità ne ha sconsigliato l’uso. (Continua a leggere dopo la foto)

Il Comitato tecnico scientifico, in un comunicato del 19 marzo spiega: “Il CTS ritiene doveroso ribadire che, a oggi, l’approccio diagnostico standard rimane quello basato sulla ricerca dell’RNA nel tampone rino-faringeo. Inoltre, si conferma che non esiste alcun test basato sull’identificazione di anticorpi (sia di tipo IgM che IgG) diretti verso SARS-CoV-2 validato per la diagnosi rapida di contagio virale o di COVID-19”. (Continua a leggere dopo la foto)
E ancora: “L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta attualmente valutando circa 200 nuovi test rapidi basati su differenti approcci e che sono stati portati alla sua attenzione; i risultati relativi a quest’attività screening saranno disponibili nelle prossime settimane. Nel suggerire cautela nell’impiego di test non validati, il CTS è disponibile a fornire opinioni e suggerimenti alle Regioni che lo dovessero richiedere”, conclude la nota.
Il test, venduto sul web a poco meno di 25 euro a confezione, agirebbe sulla ricerca di anticorpi IgM e IgG, ma come scritto anche da David Puente su Open non è attendibile. Sono stati il Ministero della Salute, la Federazione dei Farmacisti italiani e l’Organizzazione mondiale della sanità a sconsigliarne la vendita e l’utilizzo. (Continua a leggere dopo la foto)

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Sul sito TestCovid19.it, oscurato dalla guardia di finanza, dove era possibile acquistare anche altri strumenti diagnostici e protettivi in qualche modo legati al coronavirus (dai termoscanner alle mascherine), c’era anche un numero di telefono di riferimento, con il prefisso della provincia di Napoli.
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