I danni da atti vandalici alle auto sono i più odiati dagli automobilisti. Spesso basta un attimo per danneggiare la macchina e per fare danni tanto più gravi quanto più la vettura è di fascia alta e quanto maggiore è stato l’accanimento nei confronti del veicolo. Ogni automobilista spera di cogliere in flagrante il vandalo per denunciare alla Polizia il colpevole e per ottenere il risarcimento del danno. Ma non è quasi mai facile: il vandalo sa che sono sufficienti pochi attimi per farla franca, magari approfittando del buio e della sua scaltrezza.
Poi ci sono i “guidatori-vandali” che durante una manovra danneggiano altre auto e fuggono. In tutti i casi non è facile rimediare al guaio: prevenire è praticamente impossibile e serve sempre una buona dose di fortuna. E poi serve un testimone, una persona che abbia visto tutto e che sappia descrivere ciò che è successo. Non è il caso di inventare testimoni: chi lo fa, magari sull’onda emotiva della rabbia per il danno subito, commette un reato.
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E allora vale la pena cercare di capire quali sono i modi per ottenere il denaro dopo il danneggiamento della propria auto. La regola numero uno riguarda la polizza: la Rca obbligatoria per legge non copre i danni dei vandali. Per questi, serve una polizza aggiuntiva facoltativa: Atti vandalici, spesso in abbinamento ad altre garanzie. Copre i danni volontariamente provocati da terzi, ossia da persone estranee rispetto al proprietario. Al fine di avere il risarcimento assicurativo è spesso obbligatoria la denuncia alle autorità competenti.
Se invece c’è sola la Rca, serve un testimone. Lo conferma una recente sentenza (la 329/2016) del Tribunale di Napoli. Può essere un passante che ha visto il “guidatore-vandalo” in manovra o proprio il “vandalo di professione”. In alternativa, il teste può essere una persona che, nel momento in cui la vettura viene rovinata, è affacciato da un balcone. L’ideale è un testimone che filma o fotografa con smartphone l’accaduto, prendendo la targa della vettura del “guidatore-vandalo” o immortalando il “vandalo di professione”.

Infine c’è la denuncia. L’atto vandalico è un reato perseguibile d’ufficio come ha chiarito il sottosegretario Cosimo Ferri in Commissione Giustizia alla Camera. Tuttavia si era creato un problema con l’entrata in vigore dei decreti 7 e 8 del 15 gennaio 2016: infatti alcuni comandi di Polizia e Carabinieri avrebbero iniziato a rifiutare di ricevere le querele presentata dei proprietari dei veicoli. In realtà, la nuova formulazione dell’articolo 635 del Codice penale è rimasta sostanzialmente immutata per quanto riguarda il danneggiamento aggravato delle cose esposte per necessità alla pubblica fede: come le vetture in sosta. In più, serve il preventivo del carrozziere: sarà il vandalo a far fronte alle riparazioni.
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