Non c’è pace per Michael Jackson, scomparso il 25 giugno 2009: sul conto della popstar continuano infatti a emergere dettagli davvero inquietanti, che rischiano di rovinarne per sempre il ricordo nel cuore dei fan. Sulle presunte accuse di pedofilia nei suoi confronti se ne sono lette e scritte di tutti i colori, con annesso vespaio di polemiche scatenato sul web. Anni dopo la morte del cantante, però, ecco svelato un rapporto della polizia sul materiale pedo-pornografico trovato nel ranch di Neverland.
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Come riporta il Daily Mail, all’interno della celebre struttura, che per anni è stata la dimora del “King of Pop”, sarebbe stata ritrovata una consistente collezione di materiale pedo-pornografico. I volumi, al momento, sono nelle mani del tribunale competente che sta approfondendo il contenuto dopo la denuncia di un ragazzo che sostiene di essere stato vittima di abusi sessuali e aggressioni da parte del divo.
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A detta degli investigatori che hanno preso parte al caso, solo nella camera da letto e nel bagno di Michael Jackson sarebbero state rinvenute ben sette collezioni di opere che mostrerebbero bambini e ragazzini, quindi nella fascia di età adolescenziale e pre-adolescenziali, nudi o seminudi.
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A divulgare per prima le carte del rapporto della polizia sul re del pop è stata la rivista Radar Online. Nell’articolo sono citate anche le dichiarazioni di un investigatore che ha lavorato sul caso: “I documenti mostrano che Jackson era un manipolatore, un perverso che usava droga e sesso folle, sangue e immagini sessualmente esplicite per piegare i bambini alla sua volontà”. Oltre a questo rivela che negli album erano presenti “immagini disgustose e assolutamente scioccanti di torture sui bambini, bambini e adulti nudi e sesso femminile sadomaso.


