L’allarme arriva dalle pricnipali agenzie di intelligence: l’operatività degli jihadisti si potrebbe trasformare in qualcosa di impensabile fino a qualche anno fa. Secondo gli analisti dei servizi segreti internazionali, l’Isis avrebbe intenzione di lanciare una campagna web basata sulla diffusione di filmati che mostrano i combattenti islamici inocularsi sangue infetto per poi farsi riprendere nelle città occidentali, in luoghi ad alta densità di pubblico, dai centri commerciali, ai musei, agli stadi o, semplicemente, nelle strade affollate. Colpire così il “nemico” occidentale anche sul versante della paura. Difatti, la tecnica degli untori del terzo millennio, se da un lato ha basse possibilità di attecchire come canale di diffusione dell’epidemia Ebola, rischia di avere un effetto devastante nell’immaginario collettivo. Anche per questa ragione, la settimana scorsa, i governi europei, compreso quello italiano, hanno diffuso una circolare operativa sulle procedure da attivare per contrastare l’eventuale diffondersi della malattia.
(continua dopo la foto)

Questo nuovo fronte che l’Isis starebbe pensando di aprire è stato sscoperto in anticipo grazie alla collaborazione con le agenzie sanitarie internazionali che da oltre un anno lavorano in Africa per contrastare l’epidemia. Stando a queste fonti, il primo contatto tra jihadisti legati allo Stato islamico e la rete sanitaria risale a un mese fa, quando in Sierra Leone è stato attaccato un presidio sanitario. I medici tenuti in ostaggio per qualche ora sono stati sottoposti a un vero e proprio interrogatorio sul virus, sulle modalità di contagio e sulla possibilità di utilizzare sangue infetto per trasformarsi in bombe umane batteriologiche. Il luoghi più probabili di operatività, secondo gli analisti, sono campi di addestramento dell’Isis in Africa dove “è altamente possibile che combattenti siano stati in contatto con la malattia”.


