Un paio di scarpine colorate tenute in mano. E un messaggio: “Benvenuta Delfina”. Così Fortunato Cerlino ha svelato l’arrivo della sua prima figlia. Un tenero annuncio, da un attore che sul piccolo schermo i più lo conoscono per essersi calato nei panni del duro boss di Gomorra, Pietro Savastano. La vita è altra cosa rispetto alla finzione e oggi l’artista è felice di dare la notizia. È nata Delfina. La mamma è Antonella Sava. I due stanno insieme dal 2015. E lui, 46 anni, è papà per la prima volta. Di una splendida bambina che hanno chiamato Delfina. Come riporta l’annuncio social, in uno scatto di un paio di scarpine colorate. “23 Agosto 2017, ore 15.40. Benvenuta Delfina”. Soltanto pochi mesi fa, sul diventare padre, Fortunato Cerlino la vedeva così. “Se finora non lo sono diventato non è stato per mia volontà. Credo nell’evaporazione dei padri teorizzata da Massimo Recalcati: Telemaco attende il ritorno di Ulisse affinché ristabilisca ordine a Itaca, invasa dai Proci. Siamo dentro questa transizione, in cui figli senza orizzonte cercano la strada per diventare giusti eredi”. Poi, tutto accade. (Continua a leggere dopo la foto)

Con la sua compagna, la relazione va a gonfie vele. Antonella di mestiere è photoeditor. Si sono conosciuti nel 2015. In un momento molto particolare nella vita dell’attore. “Io mi trovato nella fase: non voglio una relazione – ammette l’artista – lo dichiaravo subito e mi prendevo quel che veniva. Poi, ecco lei in cucina, una folgorazione. Te ne accorgi subito, quando una donna ti manda gambe all’aria e non puoi fare il cretino, perché sarai il primo a bruciare”. Da quel momento tutto è cambiato. “Mi sono sentito come il mio nome. Fortunato, sempre, e totalmente”. E ovviamente, oggi ancora di più. L’attore ha detto addio alla parte che l’ha fatto conoscere al grande pubblico, il camorrista Savastano. Ha vestito i suoi panni per l’ultima volta nella serie Gomorra. Lo aveva già anticipato a Vanity Fair. (Continua a leggere dopo le foto)

{loadposition intext} “Dopo Pietro Savastano, questa è l’ultima volta che do il mio corpo a un boss”. Questo perché: “Il male ha un fascino, e di quel fascino io sono stato, per un certo periodo, l’espressione. Esserlo mi ha dato successo: mondo nuovo, ritmo furente, porte su porte che si aprivano. Ma tante si chiudevano. Registi importanti mi volevano a tutti i costi nei loro progetti, ma poi c’era sempre un vaglio da superare con qualche produttore che, per condizionamento, o per subcultura, mi tagliava fuori. Perché sei camorrista, non riesco a venderti in altre vesti. Come se tutto il lavoro fatto prima, il teatro, fosse svanito”.

