”Molti si sono arrabbiati vedendoti uscire dal carcere per entrare in comunità, pensano che sei un privilegiato, ma non è così. Caro Fabrizio, finché tu sarai fra noi, non avrai alcun privilegio, ma sarai uno come gli altri, abituato a lavorare con gli altri, per gli altri e in mezzo agli altri, per imparare a tornare con i piedi per terra”. Questa è la lettera che don Antonio Mazzi ha scritto a Fabrizio Corona, l’ex re dei paparazzi, uscito a giugno dal carcere dopo aver scontato 3 anni e 2 mesi e trasferito nella comunità Exodus, gestita stesso sacerdote, dove svolgerà lavori socialmente utili. La lettera indirizzata a Corona è stata pubblicata dal settimanale DiPiù.
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Già dopo la scarcerazione don Mazzi aveva spiegato sulle colonne di Famiglia Cristiana come l’accanimento della giustizia contro il suo più celebre ospite fosse sproporzionato rispetto ai suoi reati e, ai tempi in cui era ancora rinchiuso nel penitenziario di Opera, il sacerdote si era già offerto di aprirgli le porte della sua comunità. ”Ogni volta che andavo a trovare Corona in carcere ne uscivo distrutto – si legge su Famiglia Cristiana -. Odio con tutto il mio odio possibile, da sempre, le galere. Sono i luoghi peggiori per far scontare le pene. Una società moderna deve trovare modi più dignitosi, per tutti. Quel poco o tanto di umano che resta nelle persone, anche le più bestiali, va salvato. Perché è da quell’angolo che il più cattivo degli uomini può cambiare e salvarsi. Per la gente sei sempre vincitore. Ma per me – continua don Mazzi – , a guardarti in faccia, a parlare un po’ con te, ogni volta mi si strappava il cuore. Poi ho capito: il problema era che il tuo protagonismo e il tuo egoismo avevano spento la parte più vera di te, ma dentro tu sei pieno di arte, creatività e bontà”.
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