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Non aprite quell’allegato! L’allarme della polizia: il nuovo virus pronto a ricattarvi…

  • Gossip

 

L’avvertimento arriva direttamente dalle forze dell’ordine: i file allegati nelle email possono contenere virus che criptano quello che c’è dentro il nostro computer. Significa che diventiamo poi ricattabili dai criminali informatici che ci chiedono in cambio una somma di denaro in bitcoin. Occorre quindi tenere sempre aggiornato il software del proprio pc, munirsi di un buon antivirus, fare periodici backup dei propri file e, soprattutto, fare attenzione alle mail che ci arrivano, specialmente se non attese, evitando di cliccare sui link o di aprire gli allegati.

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Come riporta Repubblica, sono questi i consigli che la polizia dà agli utenti della rete per impedire l’infezione del “Cryptolocker“, il nuovo virus che da qualche tempo imperversa sul web. E che ha indotto la stessa Polizia postale e delle comunicazioni ad aumentare le misure di prevenzione e contrasto: è di ieri l’operazione che ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale per associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo informatico, estorsione online e riciclaggio dei proventi realizzati proprio mediante la diffusione di questo virus, di cui sono rimaste vittima privati cittadini ma anche aziende, private e pubbliche.

Ma come colpisce? “Cryptolocker” viaggia via email. L’utente riceve sulla propria casella di posta elettronica un messaggio che fornisce indicazioni su presunte spedizioni a suo favore oppure contenente un link relativo ad un acquisto effettuato online o ad altri servizi. Cliccando sul link oppure aprendo l’allegato, solitamente un documento in formato pdf, viene iniettato il virus che immediatamente cripta il contenuto delle memorie dei computer, anche di quelli eventualmente collegati in rete. Una volta che il virus è dentro il computer, scatta il ricatto dei criminali informatici che richiedono agli utenti, per riaprire i file e rientrare in possesso dei propri documenti, il pagamento di una somma di alcune centinaia di euro in “bitcoin” (una moneta virtuale, il cui valore è stabilito dal mercato) a fronte del quale ricevere via email un programma per la decriptazione. “È importante non cedere al ricatto – raccomanda la Polizia – anche perché non è certo che dopo il pagamento vengano restituiti i file criptati”.

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