L’attenzione sul caso Garlasco continua a rimanere altissima e, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, ogni nuova udienza, documento o testimonianza riaccende il confronto tra chi ritiene che la verità sia già stata scritta e chi, invece, è convinto che ci siano ancora molti punti oscuri da chiarire. Nelle ultime settimane la nuova inchiesta ha riportato al centro del dibattito elementi che sembravano ormai appartenere al passato, alimentando interrogativi sempre più insistenti.
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Le indagini riaperte stanno infatti coinvolgendo non soltanto il nuovo indagato Andrea Sempio, ma anche chi prese parte agli accertamenti originari. Vecchi verbali, ricostruzioni e modalità investigative vengono oggi riletti con uno sguardo diverso, mentre magistrati, investigatori ed esperti si confrontano su eventuali anomalie che potrebbero aver inciso sull’intero percorso giudiziario.

Le anomalie emerse nella nuova puntata di Quarto Grado
Pur essendo in piena estate, “Quarto Grado” è regolarmente in onda anche venerdì 17 luglio 2026, con il consueto lungo approfondimento dedicato al caso Garlasco. Il titolo della puntata è “Onda Anomala”. Gianluigi Nuzzi evidenzia come la nuova inchiesta possa avere conseguenze non solo per Andrea Sempio, oggi accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, ma anche per altri protagonisti dell’indagine originaria, compresi alcuni investigatori. Tra gli ospiti in studio c’è anche il Colonnello Cassese, che seguì gli accertamenti all’epoca dei fatti e oggi risulta indagato, accompagnato dal proprio legale.

Nel corso della trasmissione viene mostrato un documento esclusivo riguardante il carabiniere che, insieme a Cassese, interrogò nel 2008 Andrea Sempio e gli amici Alessandro Biasibetti, Mattia Capra e Roberto Freddi. È proprio durante l’analisi di quei verbali che emergono nuove perplessità sugli orari riportati nei documenti ufficiali. La pubblico ministero mette in evidenza una serie di incongruenze, chiedendo spiegazioni direttamente all’investigatore: “Questo è il verbale di Biasibetto Alessandro, questo di Capra Mattia, questo di Freddi Roberto e il verbale di Sempio Andrea del 4 ottobre 2008 – gli dice la PM -. Se lei legge gli orari di apertura e di chiusura si nota una sovrapposizione. I soggetti sono tutti escussi da lei e dal Capitano Cassese, ma il verbale di Sempio inizia alle 10.30 e finisce alle 14.30. Nello stesso momento, quindi alle 13.25 per esempio, risulta che voi sentite insieme anche Capra Mattia, così come Biasibetti, inizia alle 11.25, come spiega la sovrapposizione?”.

#Garlasco: "Errori nei verbali", Carmelo Abbate: "Mi auguro che scopriremo e capiremo perchè sono stati commessi tutti questi errori nella fase iniziale delle indagini".#QuartoGrado pic.twitter.com/GtS7on5tqX
— Quarto Grado (@QuartoGrado) July 17, 2026
Alla contestazione, il militare replica attribuendo il problema a un possibile errore materiale: “All’inizio c’è stato qualche errore di orari nella trascrizione, ma non lo so. Sicuramente sarà stato un errore di trascrizione”. Una spiegazione che, però, alimenta ulteriormente il dibattito sulle modalità con cui vennero redatti i verbali e sulla correttezza delle attività investigative svolte in quei giorni.
Anche il Colonnello Cassese interviene durante la puntata per chiarire la propria posizione, sottolineando una differenza nel modo in cui sarebbe stato sentito rispetto al collega: “Anche al collega vengono contestate le stesse cose da quello che ho ascoltato e visto, l’unica differenza è che sembrerebbe, perchè poi bisognerebbe vederla per intero, che a lui hanno fatto vedere gli atti e poi fatto la domanda, a me prima hanno chiesto dei ricordi, poi mi hanno fatto vedere il verbale. E’ strategia”.
La discussione si allarga poi alle possibili conseguenze di quelle presunte anomalie. Su invito di Gianluigi Nuzzi, che definisce questo nuovo filone investigativo “Garlasco Bis”, interviene anche Carmelo Abbate, che esprime un giudizio molto duro sull’intera vicenda: “Mi auguro scopriremo chi ha commesso tutti questi errori nella fase iniziale dell’indagine, ma soprattutto perché non si ammetta di averli fatti, mentre si continua a riparare e cercare di arrampicarsi sugli specchi difendendo l’indifendibile e prendendo gli altri quasi per incompetenti o guidati da una furia ideologica che non c’è. Ci sono errori che sono stati determinanti nella condanna, a mio avviso, di un ragazzo innocente”.
Oltre alle contestazioni sui verbali, la trasmissione torna anche su un altro elemento destinato a far discutere: i dubbi relativi allo scontrino che negli anni è stato considerato uno degli aspetti più controversi dell’intera ricostruzione. Insieme alle nuove deposizioni degli investigatori, anche questo dettaglio continua ad alimentare interrogativi che la nuova inchiesta punta ad approfondire. Mentre il lavoro della Procura prosegue, il delitto di Garlasco resta uno dei casi giudiziari più complessi e dibattuti della cronaca italiana, con ogni nuovo documento destinato ad aprire ulteriori scenari e nuove polemiche.


