La vicenda di Mario Roggero continua ad alimentare un acceso dibattito pubblico e politico, dividendo profondamente l’opinione pubblica sul tema della legittima difesa. Da una parte c’è chi ritiene che chi reagisce a una rapina debba essere maggiormente tutelato dallo Stato, dall’altra chi richiama il rispetto delle norme che regolano l’uso della forza, anche nei confronti di chi commette un reato.
Negli ultimi mesi il caso è tornato più volte al centro dell’attenzione, soprattutto dopo la sentenza definitiva che ha condannato il gioielliere. Oltre all’aspetto penale, a far discutere è stata anche la questione del risarcimento civile richiesto dai familiari dei rapinatori uccisi, un tema che ha riacceso il confronto tra politica, giuristi e cittadini.

Nuovo ddl Sicurezza, parla Giorgia Meloni
Proprio su questo fronte il Governo ha deciso di intervenire con una nuova misura contenuta nel ddl Sicurezza, presentandola come un cambiamento destinato a evitare situazioni considerate da molti paradossali. La proposta è stata rilanciata direttamente dalla presidente del Consiglio, che ha spiegato la filosofia alla base della norma attraverso un messaggio pubblicato sui social.

«Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo ddl Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari». Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni. Nel post è allegata anche una foto della presidente del Consiglio accompagnata dalla scritta: “Basta paradossi! Chi commette un reato non può pretendere un risarcimento per i danni subiti mentre delinque”.
La premier ha poi ribadito la posizione del Governo aggiungendo: «Chi viola la legge – scrive ancora la premier – non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali».

Pur senza citare direttamente il nome del protagonista della vicenda, il riferimento è al caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver sparato e ucciso due rapinatori durante l’assalto alla sua attività.
Sul fronte del risarcimento civile, i familiari dei due rapinatori avevano avanzato una richiesta complessiva di 3,3 milioni di euro. Una cifra che ha suscitato forti polemiche e che è diventata uno degli elementi centrali del dibattito politico sulla riforma della legittima difesa e sulle nuove disposizioni contenute nel ddl Sicurezza.
Prima ancora della sentenza di primo grado, Roggero aveva già versato 300mila euro come offerta reale di risarcimento. A questa somma si sono aggiunti altri 480mila euro riconosciuti come provvisionali per il danno morale, portando il totale già corrisposto a 780mila euro.


