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“Caldo folle, quando arriva il picco”. Meteo, l’annuncio di Giuliacci: la data da segnare in rosso

  • Italia

Le città si preparano a giornate che potrebbero sembrare infinite, con l’asfalto rovente, le notti sempre più difficili e quella sensazione di respiro corto che accompagna le grandi ondate estive. L’allarme meteo è già scattato: sull’Italia sta per abbattersi una fase eccezionale. Il protagonista è l’anticiclone subtropicale di origine nordafricana, ormai disteso sul Mediterraneo. Secondo gli ultimi aggiornamenti, porterà temperature altissime soprattutto al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori: il momento più duro è atteso tra venerdì 17 e sabato 18 luglio, con punte che localmente potrebbero sfiorare o superare i 45 gradi.

La massa d’aria calda è già entrata nel Paese e i termometri hanno iniziato a salire. In Sardegna si sono già registrati valori vicini ai 39 gradi, mentre tra la Toscana e il sud-ovest dell’isola si sono toccati i 38. Una tregua soltanto momentanea per alcune zone adriatiche e della Pianura Padana, raggiunte da correnti orientali più ventilate. Nelle prossime 48 ore, però, il quadro dovrebbe cambiare rapidamente. Il caldo africano si allargherà su quasi tutta la Penisola e Sardegna e Sicilia saranno le prime a entrare nel cuore dell’ondata, con diverse località interne oltre i 40 gradi già tra martedì e mercoledì.

Previsioni meteo di Giuliacci sull'ondata di caldo in Italia


Il meteorologo Giuliacci parla di una fase destinata a durare nella sua massima intensità fino a sabato 18 luglio. L’apice, secondo le sue previsioni, si concentrerà tra il 14 e il 15 luglio, con oltre 35 gradi su quasi tutta l’Italia e punte di 40 sulle Isole Maggiori, nel Foggiano, nel Materano e nelle aree interne della Toscana. Le regioni maggiormente esposte saranno Sardegna, Sicilia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Qui il termometro potrebbe superare diffusamente i 40 gradi, soprattutto nelle zone lontane dal mare, nelle pianure interne e nelle vallate più riparate, dove l’aria calda tende a ristagnare.

Tra le grandi città più esposte ci sono Roma, Firenze, Perugia e Napoli. Le temperature elevate, unite all’umidità e all’effetto delle superfici urbane, rischiano di rendere le ore centrali della giornata particolarmente pesanti. Per anziani, bambini e persone fragili l’invito resta quello alla massima prudenza, evitando l’esposizione al sole nei momenti più caldi. Non è soltanto una questione di disagio. Con valori così alti aumenta anche il pericolo di malori, disidratazione e incendi boschivi, soprattutto nelle aree già secche del Sud e delle Isole. Un’emergenza che richiede attenzione, perché il caldo estremo può trasformare una normale giornata estiva in una prova difficile da affrontare.

Al Settentrione la situazione dovrebbe essere differente. Il caldo aumenterà anche qui, ma i valori massimi in Pianura Padana sono previsti generalmente tra 35 e 37 gradi, dunque lontani dagli estremi attesi nel resto della Penisola. A preoccupare, però, sarà il contrasto tra masse d’aria diverse. L’aria molto calda presente nei bassi strati e le infiltrazioni più fresche dall’Europa occidentale potrebbero infatti favorire temporali intensi, in particolare tra mercoledì sera e sabato. Secondo le proiezioni, non si escludono forti raffiche di vento, grandinate e piogge abbondanti, fenomeni capaci di creare criticità in poche ore.

La svolta potrebbe arrivare domenica 19 luglio, quando l’anticiclone africano dovrebbe iniziare a perdere forza sotto la spinta di correnti più fresche di origine nord-atlantica. Il calo delle temperature coinvolgerà prima il Nord e il Centro, per raggiungere il Sud entro la fine della giornata. La settimana successiva, sempre secondo le ultime proiezioni, potrebbe riportare valori più gradevoli e vicini alle medie del periodo. Prima, però, l’Italia dovrà attraversare i giorni più bollenti dell’estate 2026: una parentesi rovente che mette già milioni di persone davanti a un unico pensiero, quello di trovare un po’ di sollievo.


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