È una di quelle giornate in cui Wimbledon sembra trattenere il fiato. Il Centrale si prepara a un’altra storia da ricordare, e sugli spalti l’aria è quella delle grandi occasioni: sguardi, silenzi, aspettative. Perché quando scendono in campo certi nomi, non è solo tennis.
Da una parte c’è la fame e la lucidità di Jannik Sinner, dall’altra l’istinto e l’esperienza di Novak Djokovic. E sullo sfondo, già pronto ad aspettare il vincitore, c’è un avversario che si è guadagnato il posto senza fare sconti a nessuno.

Prima la scintilla: Zverev è già lì, ad aspettare
Nel pomeriggio è arrivata la prima certezza: Alexander Zverev è il primo finalista di Wimbledon 2026. Il tedesco ha superato in tre set il britannico Fery, vera sorpresa del torneo, e adesso può guardare il Centrale con un pensiero fisso: chi avrà di fronte domenica 12 luglio? Il successo di Zverev rende tutto più elettrico. Perché non è solo “una semifinale”: è l’ultima porta prima della finale, l’ultima prova prima del giorno che tutti sognano, quello in cui si scrive la storia sull’erba più famosa del mondo.
Il percorso di Djokovic fin qui non è stato una passeggiata. Anzi: il serbo ha dovuto stringere i denti più volte, lasciando per strada almeno un set contro quasi tutti gli avversari, eccezion fatta per Tsitsipas. E poi quella battaglia al quinto contro Auger-Aliassime: una di quelle partite che ti consumano ma, a volte, ti accendono.

Dall’altra parte, Sinner ha iniziato in salita, con un esordio complicato risolto al quinto set contro Kecmanovic. Ma da lì qualcosa è cambiato: l’azzurro ha preso ritmo e sicurezza, infilando quattro vittorie consecutive senza concedere neppure un set, eliminando Borges, Brooksby, Mochizuki e Struff.
Sinner trova la prima palla break dell’incontro grazie a una risposta profonda e a un doppio fallo di Djokovic. Il serbo si salva con uno splendido rovescio lungolinea e chiude il game con un ace. Jannik, però, resta impeccabile nei propri turni di battuta: tiene il servizio a zero e conferma una grande concentrazione. Nei primi tre game concede appena due punti, mostrando subito solidità, precisione e una notevole continuità al servizio.
L’azzurro continua ad aggredire in risposta e sale rapidamente sul 15-40. Sulla prima occasione sbaglia lo smash, ma sulla seconda passa Djokovic con un rovescio fulminante. Nel momento decisivo del set, Sinner non perde efficacia al servizio: si porta sul 40-15, vede il serbo annullare il primo set point con una bella accelerazione, poi chiude grazie alla combinazione servizio-dritto e conquista meritatamente il primo parziale senza mai arretrare.
Nel secondo set Sinner resta superiore negli scambi da fondo e, alzando la traiettoria del dritto incrociato, si procura altre due palle break. Djokovic le annulla con l’aiuto della prima di servizio e riesce a restare agganciato. Poco dopo è Jannik a cancellare una chance del 3-2 per Nole con una straordinaria accelerazione di rovescio, prima che il serbo completi comunque il turno di battuta e rimanga in scia nel punteggio senza perdere contatto.
Djokovic apre il game successivo con un doppio fallo e finisce subito sotto 0-30. Sinner spinge ancora con il rovescio e conquista due nuove palle break sul 15-40. Il serbo annulla la prima con una seconda velenosa e un rovescio di controbalzo, ma sulla seconda Jannik trova la soluzione perfetta con una palla corta. Poi consolida il vantaggio tenendo il servizio a zero e firmando il decimo ace della partita per il 5-3, avvicinandosi al set.
Quando serve per il set, Sinner non mostra esitazioni: vola sul 40-0 e chiude con un servizio vincente. Nel parziale successivo Djokovic riesce per la prima volta a trascinarlo ai vantaggi e si procura anche una palla break con un’accelerazione di dritto seguita da una smorzata. Jannik la cancella con un ace, poi completa il game con uno smash e un’altra battuta imprendibile, mostrando freddezza e pieno controllo nei momenti più delicati.
Djokovic prova ancora a restare in partita e raggiunge Sinner sul 30-30, ma l’azzurro piazza il tredicesimo ace e una prima potente, mantenendo il controllo. Il game successivo è un’altra dimostrazione di forza: servizio tenuto a zero e ace finale. Nel turno decisivo Jannik parte con un ace, sale 30-0 con prima e smash, poi firma un’altra battuta vincente. Sul 40-0 sfrutta subito il primo match point e chiude l’incontro senza concedere spiragli.


