Alberto Stasi continua a essere uno dei protagonisti del caso di cronaca giudiziaria che più ha diviso l’opinione pubblica italiana. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il suo nome resta al centro del dibattito tra chi ritiene definitiva la verità processuale e chi, invece, continua a interrogarsi sui numerosi aspetti controversi dell’inchiesta. Anche negli ultimi mesi, complice la riapertura dell’attenzione mediatica sul delitto di Garlasco, il caso è tornato a occupare le prime pagine.
La vicenda giudiziaria dell’ex fidanzato della vittima è stata caratterizzata da un percorso complesso, tra assoluzioni, condanne e ricorsi che hanno segnato profondamente uno dei processi più seguiti degli ultimi decenni. Alberto Stasi ha sempre ribadito la propria innocenza, sostenendo di non aver mai ucciso Chiara Poggi e continuando ad affermare che il suo unico desiderio sia quello di arrivare alla verità su quanto accaduto quella tragica mattina.
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Zona Bianca, la rivelazione su Alberto Stasi
Proprio mentre il caso Garlasco continua a far discutere, tra nuove indagini e continui confronti televisivi, sono tornate d’attualità anche le parole di chi, negli anni, ha avuto un ruolo diretto nell’iter processuale. Un intervento che riaccende il confronto sulla solidità delle prove e sul significato della verità processuale, riportando l’attenzione su dichiarazioni destinate inevitabilmente a far discutere.
Nella puntata di Zona Bianca andata in onda mercoledì 8 luglio 2026 è intervenuto in esclusiva Oscar Cedrangolo, il magistrato che nel 2015, in qualità di Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, aveva chiesto l’annullamento della condanna di Alberto Stasi, ritenendo che non vi fossero i presupposti per una condanna definitiva. Nonostante quella richiesta, la Corte confermò la sentenza di condanna nei confronti dell’ex fidanzato di Chiara Poggi.

L’intervento di Cedrangolo ha riportato al centro del dibattito uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi decenni. Alberto Stasi ha sempre sostenuto la propria estraneità ai fatti, ribadendo di non aver mai ucciso Chiara Poggi e affermando di auspicare che venga fatta piena luce sulla vicenda affinché la giovane ottenga giustizia.

Nel corso dell’intervista, il magistrato ha ricordato la posizione espressa all’epoca del giudizio in Cassazione, sottolineando come il suo compito fosse quello di valutare la solidità giuridica del procedimento e non di formulare certezze assolute sulla responsabilità dell’imputato. Tra i passaggi più significativi dell’intervista, Cedrangolo ha pronunciato una frase destinata a far discutere: “Io non sono in grado di dire se Alberto Stasi sia colpevole o innocente, e nemmeno voi“.
Esclusivo #Garlasco, l'intervista all'ex PG Cedrangolo che chiese l'annullamento della condanna di Alberto Stasi a #ZonaBianca pic.twitter.com/l8XXcOoy0g
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Un’affermazione che richiama il principio secondo cui la ricostruzione della verità processuale deve fondarsi esclusivamente sugli elementi acquisiti nel corso del procedimento e che, secondo il magistrato, invita a distinguere tra convinzioni personali e accertamento giudiziario.
#Garlasco, intervista esclusiva all'ex PG Cedrangolo: "Io, Procuratore, chiesi l'annullamento della condanna di Stasi".#ZonaBianca pic.twitter.com/M6a1jSKLoX
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Le dichiarazioni di Cedrangolo arrivano in un momento in cui il caso Garlasco continua a suscitare attenzione mediatica e dibattito pubblico, alimentando nuove riflessioni su un’inchiesta che, a distanza di anni, resta tra le più controverse della cronaca giudiziaria italiana.


