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“Lui e Angela Taccia…”. Garlasco, cosa si scopre su Andrea Sempio e il suo avvocato

  • Italia

La nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi continua a riportare alla luce dettagli che, pur non avendo un valore processuale diretto, contribuiscono a rendere ancora più complesso il quadro umano che ruota attorno al caso di Garlasco. Oltre agli sviluppi investigativi, infatti, l’attenzione si concentra anche sui rapporti personali tra i protagonisti di una vicenda che, a quasi vent’anni dai fatti, continua ad alimentare il dibattito pubblico.

Tra gli elementi che hanno suscitato maggiore curiosità c’è quello relativo a una professionista entrata a far parte del collegio difensivo dell’attuale indagato. Non si tratta soltanto di una scelta legale, ma di una decisione che affonda le radici in una conoscenza di lunga data, nata ben prima che il nome di quella compagnia di giovani finisse sulle pagine di cronaca.


Andrea Sempio e l’avvocata Angela Taccia, un legame nato molto prima dell’inchiesta

Per comprendere questo particolare è necessario tornare indietro nel tempo, quando il gruppo di ragazzi che frequentava la compagnia di Marco Poggi, fratello della vittima, conduceva una vita normale, lontana dai riflettori. Erano gli anni precedenti al delitto del 13 agosto 2007, quando nessuno avrebbe immaginato che quei rapporti di amicizia sarebbero stati analizzati per anni dagli investigatori e dall’opinione pubblica.

Con il passare del tempo, molti di quei legami sono rimasti intatti, mentre altri si sono trasformati. Proprio uno di questi rapporti è oggi tornato al centro dell’attenzione perché coinvolge direttamente una delle figure chiave della difesa.

È infatti emerso che Andrea Sempio e l’avvocata Angela Taccia non sono semplicemente assistito e legale. La stessa Taccia ha raccontato che tra loro, quando erano molto giovani, ci fu una relazione sentimentale. Una storia conclusa da tempo, che però non ha mai interrotto il rapporto personale. L’amore si è trasformato in una profonda amicizia, durata oltre vent’anni, fino a sfociare oggi anche nella collaborazione professionale. Lo stesso Sempio ha descritto il loro attuale rapporto dicendo: “Sono amato, non sono fidanzato”, spiegando che tra loro esiste ormai un legame “fraterno”.

Oggi Angela Taccia è una delle avvocate che seguono la difesa di Andrea Sempio nella nuova inchiesta. Una circostanza che inevitabilmente ha attirato l’attenzione, perché la professionista non difende uno sconosciuto conosciuto attraverso le carte processuali, ma una persona che fa parte della sua vita da moltissimi anni.

Anche per questo motivo, nelle sue dichiarazioni pubbliche, Taccia ha spesso parlato non soltanto da legale ma anche da persona che conosce il carattere dell’indagato fin dall’adolescenza. Ha ricordato come gli amici lo soprannominassero “Gandhi” per la sua inclinazione al dialogo e ha respinto l’idea che alcuni vecchi messaggi pubblicati online possano essere utilizzati per delinearne la personalità. “Se viene diffuso qualche messaggio in cui ha fatto il gradasso con frasi non condivisibili, non significa che stesse esprimendo il suo vero io”, ha spiegato. E ancora: “Non vedo alcuna connessione tra quello che lui ha scritto e un’azione omicidiaria. Non si può giudicare una persona sulla base di qualche messaggio”.

A rendere ancora più articolata la rete di rapporti emersa nel corso dell’inchiesta c’è anche la figura di Alessandro Biasibetti, ex fidanzato della stessa Angela Taccia e oggi fra’ Alessandro, diacono domenicano. Il suo Dna è stato acquisito nell’ambito degli approfondimenti investigativi insieme a quello di altri soggetti che facevano parte della compagnia dell’epoca. Biasibetti, tuttavia, non risulta indagato.

Questa fitta rete di amicizie, relazioni sentimentali e conoscenze di lunga data rappresenta uno degli aspetti che continua ad alimentare l’interesse attorno al caso Garlasco. Dal punto di vista giuridico, Andrea Sempio ha pieno diritto di affidare la propria difesa a un’avvocata con cui condivide un rapporto di fiducia così profondo. Allo stesso modo, il fatto che Angela Taccia sia stata in passato la sua compagna non costituisce alcun elemento di rilevanza processuale.

Resta però un aspetto che contribuisce a spiegare perché questa vicenda continui a essere così seguita. Accanto agli accertamenti su Dna, impronte e consulenze tecniche, emergono continuamente storie personali che raccontano una piccola comunità rimasta legata da rapporti costruiti molti anni prima dell’omicidio di Chiara Poggi. Un intreccio umano che non determina responsabilità o innocenza, ma che continua ad aggiungere nuovi tasselli al racconto pubblico dell’inchiesta.


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