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“Indagato anche lui”. Garlasco, la decisione dopo l’interrogatorio di Andrea Sempio

  • Italia

Da mesi il caso di Garlasco è tornato al centro dell’attenzione pubblica grazie alla riapertura delle indagini e ai nuovi accertamenti disposti dalla Procura di Pavia. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, gli investigatori stanno riesaminando atti, testimonianze e verbali dell’inchiesta originaria nel tentativo di chiarire ogni possibile elemento rimasto in ombra.

Nel corso di questa nuova fase investigativa, gli inquirenti hanno concentrato l’attenzione anche sul ruolo di alcune persone che parteciparono alle indagini del 2007. Oltre agli approfondimenti sull’attuale posizione di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e oggi nuovamente indagato, la Procura sta verificando la correttezza di alcune attività investigative svolte all’epoca del delitto.


Garlasco, indagato anche lui: la notizia

Proprio in questo contesto emerge un nuovo sviluppo destinato ad alimentare il dibattito sul caso. Le verifiche non riguardano soltanto gli elementi raccolti quasi vent’anni fa, ma anche le dichiarazioni rese da chi coordinò le prime fasi dell’inchiesta, aprendo un ulteriore fronte investigativo.

Il colonnello dei Carabinieri, oggi in pensione, Gennaro Cassese risulta infatti indagato dalla Procura di Pavia per l’ipotesi di false dichiarazioni al pubblico ministero nell’ambito dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. L’indiscrezione circolava già da alcune settimane, ma l’ex ufficiale aveva dichiarato in diverse interviste di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia. A confermare ora l’iscrizione nel registro degli indagati è stato il Tg La7.

Secondo quanto emerso, i pubblici ministeri intendono approfondire alcune dichiarazioni rese da Cassese in merito all’interrogatorio di Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, fratello di Chiara, e attualmente indagato per l’omicidio della giovane ventiseienne. Fu proprio Cassese, all’epoca dei fatti, a interrogare Sempio durante le prime fasi delle indagini.

L’ex colonnello, 62 anni, ha affidato la propria difesa all’avvocato Valter Biscotti. “Non credo che esistono i presupposti di legge per la contestazione di detto reato”, aveva dichiarato il legale poche ore prima della conferma della notizia.

Lo stesso Biscotti aveva poi aggiunto: “Vedo più un comportamento della Procura un pò anomalo volto ad ottenere un riscontro ad alcuni aspetti dell’inchiesta, a mio avviso già di per sé abbastanza debole”.

Nel periodo in cui venne uccisa Chiara Poggi, nell’agosto del 2007, Cassese era capitano e comandava la Compagnia dei Carabinieri di Vigevano. Fu lui a coordinare una parte significativa delle indagini successive all’omicidio, conducendo personalmente numerosi interrogatori, compresi quelli del 4 ottobre 2008 agli amici di Marco Poggi.

Proprio quei verbali sono oggi al centro delle verifiche della Procura di Pavia. Secondo gli inquirenti presenterebbero infatti diverse anomalie. In uno di quegli interrogatori, inoltre, Andrea Sempio consegnò quello che nel tempo è diventato il celebre scontrino del parcheggio di Vigevano, indicato come il suo alibi e tornato oggi a essere uno degli elementi più discussi nell’ambito della nuova inchiesta.


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