La pubblicazione di una fiaba dedicata all’ambiente può trasformarsi in molto più di un semplice progetto editoriale. Per una nota conduttrice televisiva e cantante italiana, infatti, scrivere una storia per bambini è diventato anche un’occasione per riflettere sul proprio percorso personale, sul significato della famiglia e sui cambiamenti che l’amore può portare nella vita quotidiana.
Dietro le pagine di un racconto pensato per sensibilizzare i più piccoli sul tema della sostenibilità, emergono infatti aspetti più intimi: il rapporto con il marito, la vita in una famiglia allargata e una maternità vissuta in modo diverso rispetto ai modelli tradizionali, ma non per questo meno intensa o appagante.

“Perché vivo in una caserma di carabinieri”. La confessione di Luisa Corna
A raccontarsi è stata la cantante e conduttrice Luisa Corna, che in un’intervista rilasciata al settimanale Oggi ha parlato del libro Tofu e l’isola di Plastica. L’opera affronta il delicato tema della sostenibilità ambientale, un argomento che l’artista sente particolarmente vicino anche grazie alla quotidianità condivisa con il marito, l’ufficiale dei carabinieri Stefano Giovino, più giovane di lei di quattordici anni, e con i suoi figli.

Proprio la presenza della famiglia ha modificato profondamente il suo modo di guardare la realtà. “Da quando ci sono mio marito e i suoi figli vedo il mondo attraverso i loro occhi”, ha raccontato la conduttrice, spiegando come i ragazzi abbiano contribuito a renderla ancora più attenta ai piccoli gesti quotidiani. E con un sorriso ha aggiunto: “Mi ha molto divertito scriverla. Io sono attentissima in casa ma se per caso butto una carta, una piccola cartina nell’indifferenziato, i ragazzi subito mi fanno notare che magari si tratta invece di plastica”.

Nel corso dell’intervista, Corna ha affrontato anche un tema molto personale, quello della maternità. Pur non avendo avuto figli biologici, ha spiegato di non aver mai vissuto questa scelta come una mancanza. L’incontro con Stefano Giovino e con i suoi bambini ha infatti rappresentato per lei una forma di realizzazione affettiva completa.
“Nel momento in cui ho conosciuto Stefano, la figlia più piccola di mio marito aveva circa tre anni e mezzo, è venuto spontaneo per me accudire i suoi figli come fossero miei. Non ho mai sentito l’esigenza così indispensabile di avere un figlio mio. Ho avuto qualche pensiero, però non è rimasto. La mia maternità è stata appagata da loro, dal loro essere presenti”, ha confidato la cantante, sottolineando quanto il legame costruito nel tempo abbia colmato ogni desiderio di maternità.
L’artista ha poi aperto una finestra sulla sua quotidianità accanto a un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, una realtà fatta di continui trasferimenti e inevitabili sacrifici. “È impegnativa. Innanzitutto perché si cambia spesso casa e quindi si fanno sempre traslochi”, ha spiegato, evidenziando come la sua professione le consenta una maggiore flessibilità rispetto ad altre donne che svolgono lavori più stabili.
Non mancano, tuttavia, le preoccupazioni legate alla professione del marito. “Io ne ho la possibilità grazie al mio lavoro, per altre donne che hanno lavori più stanziali, sarebbe un po’ più difficile, no? C’è un altro aspetto: che si fa un lavoro pericoloso e c’è sempre timore che possa succedere qualcosa”, ha ammesso con sincerità. Nonostante ciò, la conduttrice ha voluto sottolineare anche il forte senso di comunità che caratterizza la sua esperienza: “Vivo in caserma, assieme a tante altre famiglie. E anche l’Arma è una bella famiglia, grande, unita”.


