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“Perché è crollato”. Jannik Sinner, dopo gli esami in ospedale parla l’ex numero 1 del tennis

  • Sport

Le immagini di Jannik Sinner in difficoltà sulla terra rossa del Roland Garros hanno fatto rapidamente il giro del mondo, alimentando interrogativi e preoccupazioni tra tifosi, addetti ai lavori ed ex campioni. Il numero uno del tennis mondiale, apparso in evidente sofferenza durante uno dei momenti più delicati del torneo parigino, si è ritrovato al centro di un dibattito che va ben oltre il semplice risultato sportivo. Quel calo improvviso, arrivato quando tutto sembrava sotto controllo, ha riacceso l’attenzione sulle sue condizioni fisiche e sulla capacità del suo organismo di sostenere sforzi estremi nei match più lunghi.

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Nelle settimane successive si sono moltiplicate le analisi e le interpretazioni. La sensazione condivisa da molti osservatori è che quanto accaduto a Parigi non possa essere liquidato come una semplice giornata negativa. Le difficoltà mostrate da Sinner hanno infatti portato il campione altoatesino a sottoporsi anche ad alcuni controlli specialistici all’Ospedale San Raffaele di Milano, segnale di come il tema della sua tenuta fisica venga monitorato con grande attenzione dal suo entourage.


I dubbi sul fisico di Sinner e le parole di Kim Clijsters

A intervenire sull’argomento, proprio nei giorni successivi al ciclo di esami a cui Sinner si è sottoposto a Milano, è stata anche Kim Clijsters, una delle più grandi campionesse della storia del tennis femminile. L’ex numero uno del mondo, ospite del podcast “Love All”, ha avanzato alcune riflessioni che hanno immediatamente fatto discutere. Secondo la belga, la particolare struttura fisica del campione italiano potrebbe rappresentare un elemento da valutare attentamente nei momenti di maggiore stress agonistico.

“Jannik è forte, ma è molto magro. È come se non avesse molta massa corporea in più. Quando sta un po’ male, quante riserve reali ha? Quanta energia ha a disposizione per poter dire: ‘Ok, sono forte, posso continuare a lottare?'”, ha dichiarato Clijsters, sottolineando come il tema delle energie disponibili possa diventare decisivo nelle partite più lunghe e logoranti.

L’ex campionessa, però, non si è fermata all’aspetto atletico. Nel corso della conversazione ha evidenziato anche il peso della componente psicologica, spesso determinante nello sport di altissimo livello. “Penso che l’aspetto mentale abbia un ruolo importante. E i problemi di salute potrebbero essere legati alla sua struttura fisica. Penso che con il tempo anche l’aspetto mentale, psicologico, abbia sicuramente avuto un ruolo importante”, ha spiegato, aprendo un ulteriore fronte di riflessione sulle recenti difficoltà del tennista italiano.

Il caso che continua a essere citato come esempio più evidente resta quello della sfida contro Francisco Cerundolo. Una partita che sembrava ormai archiviata e che invece si è trasformata in un incubo sportivo. Sinner aveva accumulato un vantaggio enorme, dominando il confronto e arrivando a un passo dalla vittoria, prima di accusare un improvviso e pesantissimo calo.

Da quel momento la gara cambiò completamente volto. L’argentino approfittò delle difficoltà dell’azzurro e riuscì a ribaltare una situazione che appariva ormai compromessa. Successivamente fu lo stesso Sinner a raccontare quanto accaduto in conferenza stampa: “Mi sentivo male, mi girava la testa, non avevo più energie, non mi riusciva niente. Ho provato a servire per il match ma non avevo molta energia, così ho lasciato scivolare via il 4° set. Il primo game del 5° set è stato molto buono, poi non sono riuscito a tenere duro e tutto ha iniziato a calare”.

Le sue parole hanno dato ulteriore forza a chi ritiene che dietro quel crollo possa esserci stata una problematica più complessa di una semplice flessione atletica. Non a caso, negli ultimi giorni, numerose figure autorevoli del mondo del tennis hanno espresso la propria opinione sull’accaduto, cercando di individuare possibili spiegazioni.

Tra le voci più autorevoli c’è stata quella di André Agassi, che ha adottato toni particolarmente severi nei confronti della preparazione del campione italiano. L’ex numero uno statunitense ha dichiarato: “Passare dal giocare cinque ore e mezza l’anno scorso in finale a crollare dopo un’ora e 45 minuti col caldo, insomma c’è una bella differenza tra essere in forma ed essere preparati. E qui devo proprio indicare un difetto in quel tipo di preparazione, perché è una cosa su cui si può lavorare”. Agassi ha poi aggiunto: “Non è che questo ragazzo non si alleni duro, non è che non sia atleticamente pronto. Deve capire cosa cambiare. Magari deve portare dentro qualcun altro. Probabilmente c’è una qualche forma di problema di idratazione”.

Parole che hanno immediatamente generato reazioni contrastanti. Tra coloro che hanno preso le difese di Sinner c’è stato Paolo Cané, che in un intervento rilasciato a Fanpage ha contestato apertamente le considerazioni dell’ex campione americano. “Non mi è piaciuta per niente la dichiarazione di Agassi, quando dice che dopo un’ora e quaranta un giocatore non può essere preparato. Ma cosa vuol dire? Come si può pensare che uno come Sinner non sia pronto o non abbia seguito il piano partita? La cosa che invece mi preoccupa davvero è un’altra: con il passare dei giorni, se ripensi a una partita in cui un giocatore del suo livello è avanti 6-3, 6-2, 5-1 e non riesce a chiuderla, significa che è successo qualcosa di molto serio. Quello è il dato che fa riflettere”. Una riflessione che, ancora oggi, continua ad alimentare interrogativi attorno alle condizioni del numero uno del mondo.


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