Il Grande Fratello continua a rappresentare uno degli esperimenti televisivi più longevi e discussi del piccolo schermo italiano. Ogni edizione porta con sé un carico di aspettative, polemiche e dinamiche che finiscono inevitabilmente per riflettersi anche fuori dalla Casa, alimentando un dibattito costante tra pubblico, social e addetti ai lavori. Negli anni, il reality ha saputo reinventarsi più volte, adattandosi ai cambiamenti del linguaggio televisivo e del modo di fruire i contenuti.
In questo contesto, la presenza degli opinionisti ha assunto un ruolo sempre più centrale. Non più semplici commentatori, ma veri e propri protagonisti in grado di orientare il racconto, accendere discussioni e influenzare la percezione del pubblico. Tra questi, una figura che negli ultimi tempi si è distinta per lucidità e capacità di analisi è quella di Selvaggia Lucarelli, diventata un punto di riferimento anche per il suo stile diretto e spesso controcorrente.

Selvaggia Lucarelli, la notizia dopo il Grande Fratello Vip
La sua partecipazione al reality ha contribuito a ridefinire il ruolo dell’opinionista, portandolo oltre il semplice commento per trasformarlo in una vera e propria chiave di lettura degli eventi. Ma al di fuori dello studio televisivo, Lucarelli si conferma una delle personalità più influenti anche nel mondo dell’informazione digitale, dove ha costruito un progetto editoriale capace di generare numeri sorprendenti.

Selvaggia Lucarelli è oggi una vera business woman e solo nel 2025, con la sua newsletter Vale Tutto, ha fatturato circa 1,8 milioni di euro, più precisamente 1,77 milioni. Un risultato che certifica il successo di un modello editoriale indipendente basato su contenuti esclusivi e su un rapporto diretto con i lettori.
La notizia, riportata dal portale ItaliaOggi, entra nel dettaglio della struttura che sostiene questo progetto. A gestire la newsletter è la società Boutade, fondata proprio da Lucarelli insieme a Lorenzo Biagiarelli appena due mesi dopo il lancio, avvenuto nell’estate del 2024. I numeri raccontano una crescita costante: a maggio 2025 gli iscritti erano 141 mila, mentre un anno dopo hanno raggiunto quota 220 mila, con una media di circa 6.600 nuovi utenti al mese.

Il primo bilancio della società, relativo agli ultimi tre mesi del 2024, registrava già 377 mila euro di ricavi. Ma è nel 2025, primo anno completo di attività, che il progetto ha compiuto il salto decisivo arrivando a 1,77 milioni di euro, interamente generati dagli abbonamenti a pagamento, fissati a 7 euro al mese oppure 70 euro all’anno.
Nonostante il successo, Lucarelli e Biagiarelli, amministratore unico della Boutade, non hanno rivelato il numero preciso degli utenti paganti, limitandosi a parlare di “qualche decina di migliaia”. Hanno però confermato che, almeno per ora, tutti i ricavi della società provengono esclusivamente dalla newsletter, senza altre fonti parallele.
Naturalmente, il fatturato non corrisponde all’utile netto. Una parte significativa degli incassi viene assorbita dalle commissioni: la piattaforma Substack trattiene circa il 10%, a cui si aggiunge un ulteriore 2-3% legato ai sistemi di pagamento elettronico. Complessivamente, queste voci arrivano a incidere per circa il 15% degli introiti.

Nel bilancio della società Boutade, tali costi, insieme alle collaborazioni esterne e alle spese legate al marchio, rientrano nella voce “costi per servizi”, che supera i 600 mila euro. Nonostante ciò, il risultato finale resta estremamente positivo: l’azienda ha chiuso il 2025 con 724 mila euro di utile netto, un dato nettamente superiore ai circa 200 mila euro dell’anno precedente.
Una scelta significativa riguarda proprio la gestione di questi utili. I 724 mila euro, come sottolinea ItaliaOggi, sono stati “tutti portati a riserva”, il che significa che i due soci non hanno distribuito dividendi personali, preferendo reinvestire interamente le risorse per consolidare e far crescere il progetto.
E i piani per il futuro sono già chiari. Il primo investimento sarà l’affitto di una sede dedicata a Vale Tutto: “sarà uno studio con ledwall personalizzabile per registrare videopodcast che potrà essere anche affittato a terzi”. Ma non finisce qui: sono in cantiere anche un nuovo podcast, due documentari e lo sbarco su YouTube, segno di una strategia sempre più orientata all’espansione multimediale.


